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14
Aprile

Le grandi aziende che sanno dire di NO

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microsoftContinua la battaglia del dipartimento di stato americano contro le grandi multinazionali di dispositivi hi-tech. Dopo il famoso – e oltremodo discusso – caso Apple, arriva la volta di Microsoft. Nella giornata di ieri la grande azienda di Seattle ha fatto recapitare un lungo dossier contro il governo americano, accusando l'amministrazione Obama di violare il diritto alla privacy dei propri clienti. Nel dossier sono contenute pagine e pagine sulle richieste inoltrate dall'FBI in cui la polizia di stato chiedeva a Microsoft di accedere "segretamente" ai dati di un proprio cliente, accusato di crimine o terrorismo. L'argomentazione dell'azienda si fonda sulla richiesta – giudicata anticostituzionale e per questo illegale – da parte del governo di non informare l'interessato dell'avvenuta divulgazione dei propri dati personali. Al momento si prevede che i legali del dipartimento di stato fonderanno la propria difesa sulla previsione – di per sé legittima – che qualora il cliente venisse informato dell'accaduto, potrebbe – ad esempio in caso di azioni terroristiche – provvedere a una diversa modalità di comunicazione.


Il dibattito tra governo federale e multinazionali hi-tech ha avuto inizio a seguito dello scaldalo sul caso Apple. Negli scorsi mesi, infatti, la famosa azienda americana rifiutò la richiesta, inoltrata dall'FBI, di violare lo smartphone usato dai terroristi autori della strage di San Bernardino (California). In un primo tempo l'opinione pubblica sembrò scagliarsi unanime contro Apple, ma in seguito ai diversi episodi che stanno accadendo in questi giorni la situazione sembra star cambiando notevolmente.

 


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