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A tre giorni dall'incontro tra Matteo Renzi e i 5 Stelle, dopo l'accordo sulle riforme si avvicinano la discussione in aula e l'approvazione. Ma il M5S, che mercoledì dovrebbe incontrare il Pd per un vertice sulle riforme, non è d'accordo sull'introduzione dell'immunità per i membri del nuovo Senato che, pur non essendo direttamente eletti, riceverebbero le stesse tutele previste per i deputati. La renziana Maria Elena Boschi aveva già dichiarato sabato che il confronto con le minoranze ci sarà, ma anche che "non si ricomincerà tutto da capo ora che il M5S ha deciso di volere prendere parte al dibattito". I grillini rispondono: "I nostri parlamentari hanno finora sempre rinunciato a qualsiasi immunità. Vogliamo essere cittadini comuni, senza godere di alcun privilegio. Il Pd voterà l'ennesimo vergognoso privilegio alla politica pur di tenere in piedi l'accordo con Berlusconi e Lega".

Renzi mSarà mercoledì l'incontro tra Renzi e il Movimento 5 Stelle per discutere sulla riforma costituzionale e sulla legge elettorale. Il Premier ha risposto all'invito lanciato da Beppe Grillo "Renzi, ci stai o no?" con una lettera al Movimento, lasciando proprio a quest'ultimo la scelta dell'interlocutore con cui confrontarsi: "Mi avete scritto come presidente del Consiglio e dunque possiamo vederci a Palazzo Chigi con una delegazione dell'esecutivo" esordisce Renzi, che però lascia aperta anche un'altra possibilità: "Se preferite confrontarvi con noi come Pd, allora organizziamo una delegazione del partito e dei gruppi parlamentari. Aspetto vostre nuove". La palla quindi passa di nuovo ai 5 Stelle che dovranno far sapere al Premier in tempo utile come intendono procedere.

fmi-christine-lagarde-U10175353656yBG--258x258IlSole24Ore-WebIl Fondo Monetario Internazionale definisce il programma di riforme di Renzi "ambizioso", specificando che la delega fiscale «fornisce un quadro apprezzabile per semplificare e migliorare il sistema fiscale». La semplificazione fiscale non è però sufficiente: secondo il Fmi serve anche che in Italia vengano ridotte le aliquote fiscali e si aumenti la spesa produttiva, al fine di "sostenere la ripresa". Ripresa che rimane fragile e caratterizzata da una disoccupazione troppo alta. Il Fmi suggerisce quindi di ripensare la politica di bilancio sia per ridurre il rapporto debito Pil, sia per evitare "una stretta eccessiva" che raffredderebbe la timida ripresa economica italiana.