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imagesUniversità, nuove abilitazioni. Stefania Giannini, ministro dell'istruzione e dell'Università, firma il decreto che riforma criteri e parametri riguardo alla valutazione dei candidati per l'Abilitazione scientifica nazionale. Lo scopo è quello di "semplificare e migliorare tempi di svolgimento e procedure di scelta". Ora il candidato potrà presentare la propria domanda in qualsiasi momento dell'anno. Il decreto prevede che il candidato possa presentare un massimo di 10-16 pubblicazioni per l'Abilitazione. Novità anche riguardo ai titoli validi ai fini dell'abilitazione, ai criteri di valutazione dei titoli e delle pubblicazioni.

 

Fonte uno

boschirenziErano state depositate negli scorsi giorni, presso la cancelleria della Corte di Cassazione, le firme dei senatori che si oppongono al ddl Boschi sulle riforme costituzionali. Ieri mattina sono giunte anche quelle della maggioranza: sono 110 i favorevoli, capeggiati dai capigruppo del Partito Democratico, Nuovo centro-destra e Partito per le Autonomie. Si tratta di una raccolta firme che prevede l'indizione di un referendum costituzionale (previsto per il prossimo ottobre) in cui i cittadini saranno chiamati a decidere se approvare o meno le riforme previste dal ddl Boschi. Intanto, nella compilazione delle liste dei favorevoli, i maggiori rappresentanti della minoranza Pd hanno deciso di astenersi, scatenando diverse tensioni nello scenario politico nazionale. Gli astenuti spiegano di non voler richiedere personalmente il referendum in quanto, facendo parte del partito attualmente alla guida del Paese, sembrerebbe una mossa eticamente scorretta. «Sono le opposizioni a chiedere il referendum su una riforma – spiega la Sinistra – se lo fa la maggioranza ha il sapore di chi si fa la legge e poi vuole il plebiscito».


Il ddl Boschi è già stato approvato dalla Camera lo scorso 21 Aprile. Secondo quanto previsto dalla legge, però, durante i tre mesi che intercorrono tra la prima e la seconda votazione (periodo di "pausa" obbligatorio dovuto al fatto che nella prima votazione non si è raggiunta la maggioranza dei 2/3) i senatori contrari alla riforma possono richiedere un referendum confermativo. Il referendum confermativo non prevede la presenza del quorum, dunque il destino della riforma dipenderà solo dalla maggioranza dei votanti.


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Renzi ottiene una risposta affermativa unanime per guidare le riforme, ma al voto non partecipa la minoranza del Partito Democratico, tra cui Bersani. Il Premier dichiara l'intenzione di chiudere entro metà ottobre, ribadisce la necessità di assumersi le proprie responsabilità a livello politico e si rende disponibile a un'intesa con la minoranza a patto di andare avanti sulla strada della riforma, difendendo jobs act e "la buona scuola". Renzi aggiunge che se il presidente del Senato, Grasso, fosse intenzionato a modificare l'articolo 2, sarebbe un fatto inedito di fronte al quale sarebbe necessaria la convocazione di Camera e Senato.

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