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George W. Bush, figlio dell'ex presidente George H. W. Bush, è diventato nel 2001 il 43º presidente degli Stati Uniti d'America sconfiggendo per poco il vicepresidente democratico Al Gore. Nel suo programma di politica estera aveva predetto un minore coinvolgimento militare degli USA ma, dopo l'attacco alle Torri Gemelle, rivide quanto promesso e avviò un'azione militare in Afghanistan per abbattere il regime talebano. Nel 2002 coniò l'espressione ''Asse del male'' per identificare quei paesi (Iraq, Iran, Corea del Nord) sospettati di compiere delle ricerche sulle armi di distruzione di massa e di supportare il terrorismo internazionale. Fu per questi motivi che nel 2003 dichiarò guerra a uno di questi paesi (l'Iraq) per spodestare il dittatore Saddam Hussein.

Barack Hussein Obama II è stato il primo afroamericano a diventare presidente degli Stati Uniti d'America nel 2009. Avvocato di professione e membro del partito democratico, ha vinto il premio Nobel per la pace nel 2009 «per i suoi sforzi straordinari volti a rafforzare la diplomazia internazionale e la cooperazione tra i popoli». La sua campagna elettorale rappresentata dal motto «YES WE CAN» gli ha permesso di sconfiggere Hillary Clinton, già senatrice in carica per lo Stato di New York e data per favorita.

trumpvscruzA due settimane dall'avvio delle elezioni, l'ultimo sondaggio di CBS/New York Times ha rivelato che fra i sei in lizza per diventare presidente degli Stati Uniti, Trump avrebbe la netta maggioranza con il 36% delle preferenze seguito subito dopo da Ted Cruz, senatore del Texas, con il 19%, e Marco Rubio, senatore della Florida, al 12%. Solo in Iowa e New Hampshire i due candidati principali sono testa a testa, con Cruz al 25%, Trump al 22%. Fra i due, nei dibattiti di rito in TV,  l'ultimo dei quali in corso ieri in South Carolina, la lotta è senza esclusione di colpi: nelle ultime settimane, Trump ha addirittura messo in dubbio la legittimità della candidatura di Cruz, nato in Canada da madre americana e padre cubano.

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