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Entra nel vivo la partita politica che porterà all'elezione del successore di Giorgio Napolitano. Il premier Renzi ha deciso e lo comunica ai suoi parlamentari: alle altre forze politiche il Pd farà un solo nome, una proposta secca e niente terne. E il nome, fa sapere il vice segretario del Pd, Lorenzo Guerini, arriverà prima di sabato. Quel giorno, assicura il premier, ci sarà la "votazione decisiva" per eleggere il nuovo presidente. Il Pd intanto voterà scheda bianca alle prime tre votazioni, ha annunciato Renzi all'assemblea dei deputati alla Camera indicando il metodo per eleggere il Capo dello Stato. Chi non condivide il nome del candidato alla Presidenza della Repubblica, ha aggiunto, "dovrà dirlo apertamente". I nomi dei candidati "non li facciamo perché poi decidano altri", spiega Renzi che sottolinea: L'elezione del nuovo presidente della Repubblica "non è un referendum né sul governo né su di me".

ll leader di Syriza, Alexis Tsipras, ha giurato nelle mani del presidente della Repubblica ellenica Karolos Papoulias che gli ha conferito l'incarico di formare il nuovo governo dopo la vittoria di ieri alle elezioni politiche. Come preannunciato, Tsipras ha fatto un giuramento solo politico e non religioso. Tsipras trionfa in Grecia ma per poco non raggiunge la maggioranza assoluta: tocca infatti quota 149 seggi, mentre Nea Dimokratia (centro-destra) ne ha 76, e al 3/o posto si piazza il partito di estrema destra Alba Dorata con 17 seggi. Il leader di sinistra costruisce la sua coalizione e incassa il sì del partito Greci Indipendenti della destra anti-Memorandum (13 seggi).
Berlino frena: Steffen Seibert, portavoce della cancelliera Merkel, ha annunciato che ''Il governo tedesco offrirà al futuro governo greco la propria collaborazione'', ma ''gli impegni vanno mantenuti''. 
Marine Le Pen invece si "rallegra per lo schiaffo democratico mostruoso che il popolo greco ha dato all'Unione europea".

Alle elezioni regionali di Emilia-Romagna e Calabria tenutesi nella giornata di ieri il Centrosinistra è emerso come vincitore, anche se a trionfare è stato soprattutto l'astensionismo. Se infatti i due candidati Pd Stefano Bonaccini e Marco Oliverio sono stati eletti dai cittadini con il 48% e il 58,5% dei voti, salta all'occhio il crollo dell'affluenza alle urne: impressionanti i dati, che hanno riportato percentuali irrisorie di votanti (37,7% per l'Emilia, 44,1% per la Calabria) segnando una situazione del tutto nuova soprattutto nella regione romagnola, e che ha stupito anche il premier Renzi. Incredibile per la regione rossa anche la rimonta della Lega Nord che, a Bologna e nei dintorni, si è imposta come secondo partito; mentre in Calabria la destra ha vissuto una scissione tra FI e Ncd che ha preoccupato Alfano. I leader dei partiti italiani hanno concordato sul fatto che queste regionali non potranno non avere una qualche ricaduta sulla mappa dei partiti e sullo stesso dibattito politico nazionale.

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