politica

Mauricio MacriL'Argentina ha scelto il centro-destra di Mauricio Macri, leader del partito Propuesta Republicana, la cui coalizione ha vinto al ballottaggio con il 53,48%, contro il 46,52 del candidato peronista Daniel Scioli. Macri (che ha origini italiane) era già noto al popolo argentino, prima ancora che ricoprisse la carica di Sindaco della Capitale. Egli infatti aveva retto la presidenza del Boca Junior (la terza squadra al mondo per numero di titoli conquistati) dal 1995 al 2008. Con la vittoria di Macri, l'Argentina mette fine in modo definitivo all'epoca dei Kirchner, che hanno retto il paese per il 12 anni, prima con il presidente Nestor e successivamente con sua moglie Cristina. Essi avevano guidato il paese con una politica peronista, che il candidato Daniel Scioli era intenzionato a continuare. Lo stesso Scioli, alla notizia della sua sconfitta, ha affermato: «hanno eletto un nuovo presidente, l'ingegnere Mauricio Macri, che ho appena salutato telefonicamente».

 


Il peronismo è un movimento politico-sociale fondato dall'Argentino Juan Domingo Peron, che salì al potere nel 1946 con un colpo di Stato e mantenne la reggenza del paese fino al 1955 (e, in seguito, dal 1973 al 1974). La sua politica si collocò a metà tra spinte capitalistiche, in favore degli interventi stranieri, e ideali comunisti, miranti a un aumento del potere della classe operaia. Perseguì inoltre obiettivi di stampo fascista, quali il protezionismo e il corporativismo. La politica dei Kirchner (al potere dal 2003 al 2015) è stata fortemente permeata dal peronismo e ha determinato, specie negli ultimi anni, forte crisi economica e recessione.

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Turchia-elezioni-2-990x663Erdogan e il suo partito vincono le elezioni. A urne chiuse, questi sono i risultati, inattesi. Solo lo scorso giugno, il Paese aveva assistito a una delle sconfitte più clamorose del "sultano", che non solo aveva perso la maggioranza, ma anche fallito il compito di riscrivere la Costituzione in termini presidenziali. A oggi, forse è solo un piano rimandato. Come si spiega il cambiamento in soli cinque mesi? Forse questa rinascita del partito Akkp è il risultato di una sottile strategia, la cosiddetta "strategia dell'incertezza", creata dal difficile clima in cui vive la Turchia: la paura dell'accerchiamento da parte dei russi a sostegno di Assad, gli attentati contro le organizzazioni curde con la conseguente rottura del cessate il fuoco tra governo e Pkk, e infine l'accusa di favoreggiamento al terrorismo di Erdogan alla stampa a lui contraria.

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2 Novembre

Con il 49,3% dei voti il partito conservatore di Erdogan si aggiudica la maggioranza dei seggi in Parlamento, dopo le elezioni anticipate resesi necessarie dal fatto che proprio questo partito aveva perso la maggioranza in Parlamento. Il partito filo-curdo Hdp entra in Parlamento con il 10,4% dei voti e 59 seggi: non abbastanza per impedire al partito conservatore di Erdogan di governare da solo. Proprio i risultati delle elezioni sono stati la causa della ribellione dei Curdi, che sono scesi in piazza a Diyarbakir, appiccando incendi e costruendo barricate. I disordini sarebbero stati sedati dalla polizia con il lancio di lacrimogeni.

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