politica

renzi-merkel2-329Continua il vertice dei 28 Paesi dell'Ue con l'obiettivo di delineare i punti chiave del programma ed «esplicitare in modo più chiaro» una maggiore flessibilità rispetto al Patto di Stabilità. La prima giornata del vertice si è chiusa senza un accordo sulla crescita né nomine per la presidenza della Commissione Ue, anche se per ora il favorito sembra essere il lussemburghese Jean Claude Juncker. Iniziale scontro di idee anche sulla flessibilità tra Renzi e la Merkel, che si è evoluto in un colloquio definito "positivo" dalle autorità europee. Sulla flessibilità ha fatto sentire la sua voce anche Sandro Gozi, responsabile delle politiche Ue, che ha affermato: "Abbiamo ottenuto quanto volevamo: ampi spazi di manovra sul fronte della flessibilità con l'impegno a tenere conto delle riforme strutturali e la possibilità di sviluppare strumenti finanziari per progetti di investimenti nel lungo periodo".

juncker-jean-claudeMatteo Renzi direttamente dal vertice del Pse si pronuncia circa la nomina di Jean-Claude Junker (in foto) alla presidenza della Commissione Europea: il premier italiano dà il suo appoggio, a patto che venga seguito un programma preciso e chiaro che punti alla crescita e all'occupazione all'interno della UE. Si oppone invece a Juncker David Cameron, che dichiara: "Il mio messaggio ai leader europei è che l'approccio che stanno considerando è sbagliato per l'Europa". Renzi si dovrà occupare anche delle nuove nomine europee per le quali ci sono dei candidati italiani (Federica Mogherini ed Enrico Letta), ma non è questa la priorità del premier: "Prima le cose poi i nomi". Ieri sera i 28 Capi di stato e di governo si sono confrontati principalmente sul programma di legislatura Ue, concentrandosi sulle regole di bilancio e le misure da prendere per stimolare gli investimenti pubblici.

renzi semestreIeri Matteo Renzi ha presentato alla Camera il programma per il semestre italiano con le seguenti parole: «L'Italia intende presentarsi alla guida del semestre europeo con un pacchetto unitario di riforme» che si svilupperà su un «medio periodo politico di mille giorni: dal primo settembre 2014 al 28 maggio 2017». Il premier si è anche pronunciato circa l'Europa e quanto richiesto dagli accordi europei ad ogni singolo paese: «Non è in discussione il rispetto delle regole, noi non chiediamo di violare la regola 3%, ma o l'Europa cambia marcia o non esiste possibilità di crescita». Renzi ha inoltre aggiunto che per avere un reale processo di integrazione europeo, la moneta unica non basta: servono politiche economiche e finanziarie ad hoc.