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Renzi mSarà mercoledì l'incontro tra Renzi e il Movimento 5 Stelle per discutere sulla riforma costituzionale e sulla legge elettorale. Il Premier ha risposto all'invito lanciato da Beppe Grillo "Renzi, ci stai o no?" con una lettera al Movimento, lasciando proprio a quest'ultimo la scelta dell'interlocutore con cui confrontarsi: "Mi avete scritto come presidente del Consiglio e dunque possiamo vederci a Palazzo Chigi con una delegazione dell'esecutivo" esordisce Renzi, che però lascia aperta anche un'altra possibilità: "Se preferite confrontarvi con noi come Pd, allora organizziamo una delegazione del partito e dei gruppi parlamentari. Aspetto vostre nuove". La palla quindi passa di nuovo ai 5 Stelle che dovranno far sapere al Premier in tempo utile come intendono procedere.

renzi delrioMatteo Renzi si pronuncia in modo deciso circa la possibilità di riaprire il dibattito sul presidenzialismo dopo che Silvio Berlusconi ha nuovamente chiesto di rimettere al centro dell'agenda governativa il tema dell'elezione diretta del Capo dello Stato: "Sulla partita delle riforme siamo a un passo dalla chiusura [...] aprire la questione del presidenzialismo è inopportuno e intempestivo". Intanto Graziano Delrio a Otto e mezzo annuncia che si è ormai raggiunta "una consolidata condivisione" circa il superamento del bicameralismo perfetto, e che quindi "è ora di chiudere questa grande riforma che il Paese aspetta da tantissimi anni".

fmi-christine-lagarde-U10175353656yBG--258x258IlSole24Ore-WebIl Fondo Monetario Internazionale definisce il programma di riforme di Renzi "ambizioso", specificando che la delega fiscale «fornisce un quadro apprezzabile per semplificare e migliorare il sistema fiscale». La semplificazione fiscale non è però sufficiente: secondo il Fmi serve anche che in Italia vengano ridotte le aliquote fiscali e si aumenti la spesa produttiva, al fine di "sostenere la ripresa". Ripresa che rimane fragile e caratterizzata da una disoccupazione troppo alta. Il Fmi suggerisce quindi di ripensare la politica di bilancio sia per ridurre il rapporto debito Pil, sia per evitare "una stretta eccessiva" che raffredderebbe la timida ripresa economica italiana.