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Ancora un ottimo risultato per il veicolo New Shepard, progettato dall'azienda statunitense Blue Origin. Lo scorso novembre, la società, di proprietà dell'amministratore e fondatore di Amazon, Jeff Bezos, aveva effettuato il primo esperimento, lanciando in orbita il nuovo veicolo: un razzo di dimensioni molto ridotte, utilizzabile soprattutto per voli suborbitali. Questa volta la giovane azienda ha voluto superarsi, dimostrando di poter riutilizzare il proprio New Shepard. Dopo aver raggiunto un'altezza di 101,7 km, il razzo ha compiuto una traiettoria parabolica, riuscendo ad atterrare a poca distanza dal sito di lancio! Durante la missione è stato anche testato un meccanismo che ne permetterebbe l'utilizzo per il trasporto di turisti, attraverso il rilascio di un modulo abitativo che plana dolcemente mediante l'apertura di un paracadute.


 L’azienda di Bezos ha attualmente intrapreso una “sfida spaziale” con la compagnia Space X, di proprietà di Elon Musk. Il veicolo di Musk, Falcon9, nonostante un recente fallimento in un tentativo di atterraggio in mare, gode di caratteristiche molto diverse rispetto al New Shepard. Ad esempio, è in grado di inserire oggetti esterni in orbita, come dimostrato poco tempo fa dal lancio del satellite Jason 3 della Nasa.

 

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fiore nello spazioIl primo fiore nato sulla Stazione Spaziale Internazionale è sbocciato sabato e sta già scaldando i suoi petali al sole. A darne la notizia, lo stesso astronauta Scott Kelly, che ha postato ieri sul suo profilo Twitter le foto della bellissima zinna arancione, fiore originario del Centroamerica e simile ad una margherita. L'esperimento che ha portato alla sua fioritura rientra all'interno del progetto del "Veggie plant growth facility", l'insieme delle apparecchiature attraverso cui si sta studiando il comportamento dei vegetali in condizioni di microgravità. Questo fiore è stato scelto perché la sua coltivazione richiede condizioni molto difficili da mantenere: ha infatti bisogno di un particolare ambiente e di adeguata luminosità e impiega tempi molto lunghi per crescere. Nel corso del progetto sono state riscontrate diverse difficoltà, come muffa, eccessiva umidità e accartocciamento delle foglie. A fine dicembre la situazione sembrava star peggiorando, ma Kelly ha ottenuto dalla Nasa il permesso di "improvvisare" una soluzione alternativa per l'irrigazione delle piante, riuscendo a trovare la soluzione al problema!


Già lo scorso agosto, gli astronauti della Stazione Spaziale Internazionale sono riusciti a portare a termine il progetto di coltivazione della lattuga romana, seminata e fatta crescere all'interno di speciali contenitori con luce a led per 33 giorni. Questi esperimenti fanno parte del progetto per la realizzazione di sistematiche "colture spaziali", al fine di garantire una risorsa minima di autosufficienza per le missioni umane a lunga durata.

 

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E' terminato con successo il battesimo del fuoco del primo shuttle spaziale europeo. IXV, acronimo di Intermediate eXperimental Vehicle, è stato lanciato in orbita alle 14.40 di ieri dalla base ESA nella Guyana Francese e, dopo 100 minuti di volo nello spazio, è tornato sulla Terra, concludendo la sua missione con lo splash down nell'Oceano Pacifico, in attesa del recupero. La missione si inserisce nel complesso progetto di approntamento di una navicella, a firma genuinamente europea, in grado di trasportare un equipaggio. Dal pensionamento degli shuttle, infatti, le uniche navette spaziali in grado di adempiere alla missione erano rimaste le russe Soyuz. Fondamentale, per la riuscita dell'impresa, il contributo dell'Agenzia Spaziale Italiana. Dichiara Roberto Battiston, presidente dell'ASI: "Si tratta di una missione storica, sia per l' Italia che per l'ESA. Per la prima volta un velivolo europeo rientra nell'atmosfera terrestre: un primo passo verso lo sviluppo di future navicelle per il volo orbitale e suborbitale".

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