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220px-West Texas PumpjackArabia Saudita e Russia congelano ai livelli di gennaio la produzione di petrolio. Con loro Qatar e Venezuela. Gli interventi a sostegno del mercato sono stati discussi dai quattro ministri a Doha. Il mercato non ha ancora subito uno svolta, nonostante la sofferenza dei produttori e almeno 400 miliardi di dollari di investimenti cancellati. In un anno e mezzo il prezzo del greggio si è ridotto di due terzi, scendendo sotto i 30 dollari al barile. La decisione di fermare l'aumento della produzione del petrolio, senza però tagliarla, è stata presa a condizione che anche gli altri membri dell'Opec (Organization of the Petroleum Exporting Countries) lo facciano. Condizione però non evidente, sopratutto per quanto riguarda l'Iran, appena sollevato dalle sanzioni internazionali.

Fonte uno

ospedali siriaContinuano in bombardamenti in Siria. Nella giornata di ieri sono morte oltre 50 persone durante gli attacchi che hanno colpito due scuole e cinque ospedali, nella regione tra la città di Aleppo (al nord della Siria) e il confine con la Turchia. Tra le strutture coinvolte, anche un ospedale di Medici Senza Frontiere: «La distruzione di questa struttura – ha affermato Massimiliano Rebaudengo, capomissione – lascia oltre 40mila persone prive di accesso ai servizi sanitari, in una zona di pieno conflitto». Intanto, nel dibattito internazionale, si infuocano le accuse rivolte dalle maggiori potenze coinvolte. Seconda la Turchia (la cui ipotesi sembra confermata dall'Osservatorio siriano per i diritti umani) si tratterebbe di raid aerei russi; Mosca smentisce, affermando che tutte le accuse rivolte fanno parte di un progetto di propaganda turco. Intanto l'ambasciatore siriano a Mosca incolpa razzi di provenienza americana, ma anche gli Stati Uniti si affrettano a smentire. Steve Warren, portavoce americano delle operazioni anti-Isis, ha infatti assicurato che i raid americani avvenuti ieri in Siria non sono gli stessi che hanno colpito gli ospedali.

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putin

18 Dicembre

Nell'annuale conferenza stampa, il presidente russo Vladimir Putin non si è risparmiato, esprimendosi in modo molto duro riguardo all'abbattimento dell'aereo militare russo da parte delle forze militari turche: "la Russia ha sistemato il suo sistema di difesa aerea in Siria, provi ora la Turchia a volare nello spazio aereo siriano", facendo riferimento al fatto che "prima dell'abbattimento del jet russo da parte di Ankara gli aerei turchi violavano sempre lo spazio aereo siriano". Con tale atto, secondo Putin, "forse Ankara voleva fare cosa gradita agli Usa". Ciononostante, ha anche confermato il supporto all'ipotesi USA di risoluzione della questione Siria tramite l'ONU.

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