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bombardiereSono iniziati i primi raid aerei russi in Siria, nella zona di Homs, in seguito alla richiesta di "assistenza militare" inviata a Putin dal presidente siriano Bashar al-Assad. Il Cremlino può così affermare che la Russia è l'unico paese intervenuto in Siria "nel rispetto del diritto internazionale", dato che tali operazioni devono essere autorizzate dall'Onu o dalle autorità legittime del paese interessato. Pare, però, che gli attacchi siano stati condotti in zone controllate dai gruppi ribelli "moderati" e non dai jihadisti, tanto che il segretario della Difesa americano, Ash Carter, ha detto che la Russia deve fermare l'aggressione in Siria. Intanto Putin ha presentato al Consiglio di sicurezza dell'Onu una bozza di risoluzione per costituire una coalizione anti-Isis insieme ad Assad e all'Iran.


Solo pochi giorni fa, il 27 settembre, è avvenuto l'incontro tra Putin e Obama, dopo due anni di silenzio: i due presidenti hanno parlato dell'Ucraina e della Siria, constatando la necessità di fermare l'Isis. Rimane però il disaccordo riguardo al futuro di Assad.

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obamaaaIl Presidente USA Barack Obama nel corso del summit ONU per la lotta al terrorismo ha dichiarato che lo Stato Islamico alla fine sarà sconfitto, anche se si tratta di una "grande sfida" che richiederà "Lavoro duro". Obama si è poi dichiarato aperto a un'intesa con tutte le parti in gioco, incluse Iran e Russia, anche se rimane il dissenso sul futuro assetto politico siriano: secondo gli USA è necessaria un'uscita di scena di Bashar al-Assad, posizione non condivisa invece da Mosca che supporta da sempre il Presidente siriano.
Il Segretaio Generale dell'Onu Ban Ki-moon ha invece lanciato l'allarme sul crescente pericolo di minacce da parti di gruppi terroristici come l'Is, sottolineando un "un aumento del 70% dei cosiddetti foreign fighter da oltre cento Paesi verso le regioni di conflitto".

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siberiaNegli ultimi giorni, in Siberia si sono verificati numerosi incendi, che hanno provocato la morte di almeno 23 persone e la distruzione di vari villaggi nella regione di Khakassia: 5000 persone circa si trovano adesso senza casa. All'origine degli incendi, la somma di un clima caldo con forti venti e distrazione umana, con i roghi di erba secca dei contadini locali.

 

 

 

 


Quello degli incendi nei mesi più caldi è un problema comune in Russia: nel 2010, l'ondata di caldo aveva ricoperto Mosca con una cortina di fumo.