Grandi Temi

Poco soddisfatto si dichiara il premier Matteo Renzi ad un incontro sul semestre rispetto ai passi avanti fatti dall'Europa: pochi, a suo dire. Se per il leader l'Italia "sta cambiando e non ha paura di farlo", il continente è invece la "Cenerentola" dei paesi del mondo: mentre l'economia straniera corre, l'Ue rimane ferma in una situazione di stagnazione economica, che potrebbe essere sbloccata solo grazie a nuove riforme economiche. Tra i temi caldi affrontati quello degli investimenti, che dopo il piano Juncker per Renzi vanno rafforzati e incoraggiati, e degli accordi di libero scambio con gli USA; ma all'ordine del giorno anche il problema dell'immigrazione, che richiede una "politica del Mediterraneo" affinché vengano contenuti razzismo e xenofobia dovuti a un'accoglienza indiscriminata. Nel complesso, il premier giudica comunque positivamente il semestre di presidenza italiana.

madeinitalyCrolla la produzione degli alimenti Made in Italy alla base della dieta mediterranea: il calo va dal 35 per cento per l'olio di oliva al 15 per cento per il vino, fino al 4 per cento del grano duro destinato alla pasta. Danni anche per il raccolto di ortofrutta sotto gli effetti del maltempo. E' quanto emerge da una analisi della Coldiretti presentata in occasione della Giornata del Ringraziamento, nella quale tradizionalmente viene fatto il bilancio agricolo dell'anno. Il danno stimato ammonta a 2,5 miliardi, tra calo produttivo, maggiori costi per la difesa della colture e stravolgimento nei consumi. Rischiano quindi di mancare dalle tavole quei prodotti base della dieta mediterranea che - spiega la Coldiretti - sono considerati indiscutibilmente come essenziali per garantire una buona salute, soprattutto per la crescita nelle giovani generazioni.

guerra-valute-braccio-ferro-258x258Il Financial Times riporta uno studio dell'International Comparison Program della Banca Mondiale, aggiornato per la prima volta dal 2005, secondo il quale la Cina sta per strappare agli Stati Uniti lo scettro di prima economia al mondo, che detenevano dal 1872. La classifica si dovrebbe rivoluzionare già a partire da quest’anno e il terzo posto lo conquista l’India. I paesi più ricchi al mondo rappresentano ancora il 50% del pil mondiale nonostante abbiano solo il 17% della popolazione globale

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