Grandi Temi

franceschiniLa novità arriva con un decreto firmato dal ministro della Cultura, Dario Franceschini, che dal primo luglio rivoluzionerà l'accesso e l'organizzazione dei musei e gallerie statali. Scompare la gratuità per gli over 65, mentre entreranno gratis solo i minorenni e i giovani fino a 25 anni godranno di riduzioni sul biglietto. Inoltre l'ingresso sarà gratuito la prima domenica di ogni mese, ogni anno ci saranno due Notti dei Musei a un euro e tutti i grandi musei, compresi Colosseo, Pompei e Uffizi prolungheranno l'apertura fino alle 22. Il ministro ha affermato: "Non c'e' mai stata nella politica italiana la consapevolezza che questa e' la nostra vocazione. Investire sulla nostra bellezza e' una condizione non solo per fare turismo, ma anche per attrarre investimenti. Tutelare la nostra bellezza e' una condizione per aiutare la nostra economia".

culturaNel corso della giornata di oggi si svolgerà a Roma la terza edizione degli Stati generali della Cultura, promossi dal Sole 24 Ore in collaborazione con Fondazione Roma. L'obiettivo principale che l'Italia deve perseguire è «Valorizzare il patrimonio. Ora o mai più», tema su cui si svolgerà l'evento. Il binomio cardine che caratterizzerà l'incontro di oggi sarà Arte e Made in Italy, ovvero il legame che unisce arte, cultura, imprese e il suo rafforzamento. Tra gli altri, parteciperanno anche il Ministro dei Beni Culturali e del Turismo Dario Franceschini e il Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca Stefania Giannini. Tra gli interventi che verranno fatti, si discuterà del valore e promozione della cultura e della defiscalizzazione dei beni culturali.

raiÈ stato indetto per l'11 giugno uno sciopero con manifestazione a Roma per tutti i dipendenti Rai, come protesta contro il taglio di 150 milioni di euro imposto dalla spending review del governo Renzi. Secondo i sindacati, un taglio del genere mostrerebbe "evidenti profili di incostituzionalità", non servirebbe a ridurre gli sprechi e porterebbe unicamente a una diminuzione dei posti di lavoro. I sindacati aggiungono: "Il dibattito sul fatto che in tempi di crisi anche la Rai deve contribuire al risanamento del paese risulta [...] fuorviante, perché nasconde [...] un'operazione poco trasparente, che rischia di mettere in ginocchio il servizio pubblico e la tenuta occupazionale nella più grande azienda culturale del Paese".

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