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tottiI tifosi, la stampa italiana e anche quella internazionale: la decisione dell'allenatore della Roma, Spalletti, di lasciare a casa Francesco Totti nel match contro il Palermo ha sbalordito tutti. Dopo una controversa intervista rilasciata al TG1, in cui il capitano lamentava una mancanza di correttezza in panchina, il capitano non è stato, infatti, convocato da Spalletti, che lo ha anche allontanato dal ritiro. A detta di quest'ultimo, non si sarebbe trattato di un provvedimento punitivo, bensì di una misura precauzionale per evitare polemiche e distrazioni durante un match importante. Ma tale decisione ha, al contrario, alzato un gran polverone sia nella stampa sia sui social. Durante la partita, poi, la tifoseria ha acclamato Francesco Totti, seduto in tribuna.


Classe 1976, l'attaccante è un veterano della Roma: dal 1992 milita fra i giallorossi, di cui è capitano dal 1998. Più di una volta, nella sua carriera, è stato chiamato da altre squadre, ad esempio il Real Madrid, ma ha sempre rifiutato le offerte, dichiarando che avrebbe giocato con la casacca della Roma fino al traguardo dei quarant'anni.

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razzismo-calcioDurante l’assemblea generale dell'European Club Association, tenutasi a Parigi nella giornata di ieri, è stato presentato un rapporto sull’importanza di sconfiggere le discriminazioni razziali nel calcio professionistico. Il testo, frutto della collaborazione tra l’Unesco e la società calcistica italiana Juventus, si compone di una serie di indagini e sondaggi realizzati da un team internazionale di esperti, ricercatori e manager sportivi. Esso mira a sottolineare l’importanza di valori come solidarietà, rispetto, uguale dignità e tolleranza. L’obiettivo è quello di sollecitare i vari club nella diffusione di questi valori, non solo a livello professionale, ma già nelle squadre giovanili, perché diventino – come ha affermato il segretario Unesco, Irina Bokova – le fondamenta della lotta contro il flagello del razzismo.

 

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valentinoValentino Rossi, uno dei personaggi più amati dello sport per la sua correttezza e il suo spirito allegro, questa volta fa parlare di sé per il presunto calcio sferrato all'avversario Marquez durante il Mondiale. A oggi, la novità è l'atteggiamento degli italiani: tutti stanno con il Dottore. Persino il premier Renzi si è preoccupato di telefonargli per dimostrare il suo appoggio, così come molti personaggi dello sport e non solo hanno manifestato il loro sostegno verso il campione. Valentino, dunque, sebbene punito sportivamente per il gesto, non è stato messo alla gogna dal popolo italiano che l'ha sempre ammirato.

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