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L'Ufficio di gabinetto giapponese ha reso noto che il PIL giapponese, al contrario di quanto avessero previsto gli economisti, ha subito un crollo dello 0,4% nel trimestre luglio-settembre. La caduta del PIL, che per il ministro delle politiche economiche Akira Amari è dovuto al lento rialzo dei consumi, ha avuto subito ripercussioni negative per la borsa giapponese che ha registrato un rosso del 3%. Un duro colpo per il premier Abe, che a dicembre dovrebbe fissare nuove elezioni politiche dopo il fallimento della ricetta economica dell'"Abenomics" (politica monetaria espansiva, stimoli fiscali e riforme strutturali).

 

 


Per la macroeconomia si intende il prodotto interno lordo (PIL) come il valore monetario totale di beni e servizi prodotti in un paese da parte di operatori economici residenti e non residenti nel corso di un anno, e destinati al consumo dell'acquirente finale, agli investimenti privati e pubblici, alle esportazioni nette. Non viene quindi conteggiata la produzione destinata ai consumi intermedi di beni e servizi consumati e trasformati nel processo produttivo per ottenere nuovi beni e servizi.

Questa mattina il presidente cinese Xi Jinping e il premier giapponese Shinzo Abe si sono incontrati a Pechino per tentare di recuperare un rapporto pacifico dopo due anni di lontananza diplomatica.
I due paesi, seconda e terza economia mondiale, han deciso di lasciarsi alle spalle anni di tensione per salvaguardare la situazione internazionale. Il tema caldo sarebbe infatti quello della contesa di un gruppo di isolotti del Mar Cinese Orientale sotto il controllo giapponese che i cinesi rivendicano addirittura con un diverso nome. Il presidente cinese ha richiesto inoltre al premier nipponico di porre fine alle visite al santuario di Yasakuni, che celebra i milioni di caduti giapponesi durante la seconda guerra mondiale, ma su questo tema Abe non ha dato garanzie.

japanIl Giappone è in rivolta: in 10mila hanno manifestato davanti alla residenza ufficiale di Shinzo Abe, il premier giapponese, gridando "Abbasso la guerra, difendiamo la Costituzione". Il motivo delle rivolte? La modifica approvata dell'interpretazione ufficiale della Costituzione che permetterà alle forze armate giapponesi di sparare non solo come mezzo di difesa del Paese, ma anche come atto di soccorso degli alleati (la terminologia usata è "difesa collettiva"). La paura degli oppositori del governo è che il Giappone rischi di trovarsi coinvolto nelle guerre americane, ma il Premier Abe ribadisce che il Giappone manterrà l'approccio pacifista che lo ha sempre caratterizzato.

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