Grandi Temi

10
Giugno

Per saperne di più: i Rom

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Articolo a cura di Francesco Castelli

 

Il termine Rom è ormai noto a tutti, ma il concetto che vi sta dietro lo è altrettanto? In questo Grande Tema vogliamo offrirvi qualche spunto, qualche cifra e qualche nozione per comprendere meglio a chi faccia riferimento questo strano sostantivo.ImmaginePartiamo da una disuguaglianza: "Rom" e "Zingaro" non sono sinonimi. Il primo termine fa riferimento ad un sottogruppo del secondo – che è peraltro considerato offensivo, quindi utilizzeremo il più appropriato termine di "Popolazioni Romaní". Le Popolazioni Romaní sono un mosaico di etnie di origine indiana fra le quali le due più numerose sono appunto quella Rom e quella Sinti. Il tratto che ne accomuna la maggior parte dei membri è l'uso della lingua Romaní nei suoi svariati dialetti, sebbene numerosi sottogruppi che si autodefiniscono Romaní parlino lingue differenti. Dal 1971 la questione si è allo stesso tempo semplificata e complicata. Semplificata perchè con la nascita del Congresso Mondiale dei Rom ha visto la luce un'entità internazionalmente riconosciuta (una ONG, per la precisione) in grado di rappresentare in maniera credibile queste minoranze. Complicata perchè essa raccoglie sotto il nome di "Nazione Rom" tutte le popolazioni Romaní, ivi comprese quelle di etnia non Rom (come i già citati Sinti). Seconda disuguaglianza: "Rom" e "Romeno" non sono sinonimi. Uno Stato Romaní non esiste: tutti gli appartenenti a questi gruppi sono allo stesso tempo o cittadini di uno stato o apolidi, rendendo così impossibile una definizione "legale" di Rom. ImmagineAllo stato attuale delle cose, l'autoidentificazione pare il miglior sistema a disposizione per individuare gli appartenenti alla comunità Rom: anche nelle statistiche che presenteremo in seguito, il numero di Rom rappresenta esclusivamente coloro che si dichiarano tali. L'elevato numero di Rom Romeni è legato a ragioni storiche: tenuti come schiavi nella regione fino al 1856, nel secolo successivo andarono incontro a violenze ben prima dell'alleanza fra Romania e Germania Nazista. Il periodo comunista mette a dura prova l'identità Rom attraverso programmi di integrazione forzata ma al contempo garantisce loro sicurezza e possibilità di ascesa sociale. Il crollo del regime sprofonda i Rom in un nuovo vortice di povertà ed emarginazione: le terre collettivizzate dove essi lavoravano vengono redistribuite agli eredi dei vecchi proprietari -fra i quali non compare quasi nessun Romaní- lasciando improvvisamente i membri i queste comunità disoccupati e privi di qualsivoglia proprietà. Terza disuguaglianza: "Rom" e "Nomade" non sono sinonimi. Seconde le statistiche di ANCI e Ministero degli Interni, solo il 3% dei soggetti residenti in Italia che si autodefiniscono Rom mantiene abitudini nomadi. Ciò significa che il 97% dei Rom è stanziale, sebbene il 25% circa risieda nei celebri "Campi". Come già detto, le cifre sull'argomento sono solo relativamente affidabili, dato che l'appellativo "Rom" nasce da un qualcosa di abbastanza intangibile, come il background etnico e culturale. Le stime del Ministero degli Interni individuano meno di 150.000 membri delle comunità Rom, Sinti e Camminanti (un gruppo diffuso soprattutto in Sicilia) sul territorio della Repubblica, equivalenti allo 0,25% della popolazione. Di questi, 70'000 sono cittadini italiani e approssimativamente 40'000 -meno dello 0,07% dei residenti in Italia- vivono nei 167 campi censiti. Queste stime dovrebbero aiutare a riportare il "fenomeno Rom" alla sua reale dimensione. Per fare una proporzione la Francia (coi suoi 64 milioni di abitanti, cinque in più dell'Italia) conta circa 500'000 Rom, ovvero lo 0,8% circa della popolazione. Le stime indicano che nell'Unione Europea vivano approssimativamente 10 milioni di Romaní, ovvero il 2% della popolazione totale. Purtroppo non esistono stime affidabili circa la popolazione carceraria Rom.

 

 

Fonti:

Senato.it

Romaidentity

Idearom

Sergiobontempelli

wiki

 

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