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11
Giugno

Le unioni civili in Italia e nel mondo

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A cura di Gemma Carletti

Dopo l'approvazione del Senato il 25 febbraio, con 173 voti favorevoli e 71 contrari, del maxi-emendamento al ddl Cirinnà sulle unioni civili, finalmente l'Italia avrà una legislazione in merito. Resta però l'amaro in bocca alla comunità Lgbt, che critica lo stralcio della stepchild adoption, cioè la norma secondo cui sarebbe stato possibile anche per le coppie gay adottare il figlio del partner. L'adozione del configlio non è quindi in alcun modo trattata all'interno del disegno di legge definitivo. Questo è dovuto alle numerose polemiche scaturite soprattutto dai cattolici e dai sostenitori della famiglia tradizionale. Il giudizio in merito è riservato quindi alla magistratura, che ha già concesso in numerose occasioni questo tipo di adozione all'interno di coppie omosessuali, per far fronte a quella che in Italia è già una realtà, sebbene non sia regolamentata dalla legge.
Male Couple With Child-02Ulteriori polemiche sulla concessione della stepchild adoption sono state causate dal timore che si possa in tal modo incentivare il ricorso alla maternità surrogata, non consentita in Italia ma legale in molti altri paesi. Negli Usa e in Canada, ad esempio, esistono strutture specializzate che si occupano di seguire le coppie e le mamme in tutte le delicate fasi del procedimento. Molte coppie etero italiane si recano invece in Russia e in Ucraina, dove la pratica è piuttosto diffusa. Anche in molti paesi asiatici, come la Thailandia, la maternità surrogata è una realtà, ma provoca spesso casi di sfruttamento per cui le donne che prestano il proprio utero lo fanno costrette dalla fame e dalla povertà: questa e una delle motivazioni che, accanto a quelle etiche e religiose, ha scatenato la polemica.
Nel resto d'Europa la regolamentazione per l'adozione del figlio del partner è piuttosto diversificata. Anche dove non è possibile l'adozione congiunta, come in Germania, rimane la possibilità della stepchild adoption non solo del figlio biologico del partner, ma anche del figlio adottivo.
Quello delle adozioni è stato certamente uno dei punti più discussi. Ma cosa cambierà dunque con questo nuovo ddl che riguarda le unioni non solo per le coppie gay, ma anche per quelle etero?
Innanzitutto bisogna fare una distinzione fra le coppie omosessuali e quelle eterosessuali, per le quali infatti l'unione civile non garantisce gli stessi diritti.
Celebrating same-sex marriage at the Lexington Pride Festival 2015Per le prime c'è un'equiparazione quasi totale al matrimonio, con alcune differenze, oltre a quella, ovviamente, delle adozioni. Innanzitutto, non c'è l'obbligo di adottare un cognome specifico (che nel matrimonio è quello dell'uomo), ma si può scegliere di mantenere il proprio cognome, aggiungere al proprio il cognome del partner o anche scegliere un solo cognome per entrambi. Manca, inoltre, l'obbligo di fedeltà, mentre la separazione è più semplice: la relazione può infatti essere sciolta in soli 3 mesi.
Per le coppie etero, invece, non c'è in alcun modo l'equiparazione al matrimonio, ma si parla di "patto di convivenza", che semplicemente tutela la coppia sul piano patrimoniale e sanitario. Si potrà, ad esempio, assistere il partner in ospedale, nonché diventarne tutori in caso di malattia grave o disabilità. È possibile inoltre fare richiesta di case popolari e ricorrere alla comunione dei beni. In caso di separazione, l'assegno di mantenimento è proporzionale alla durata della convivenza, mentre per i figli le regole sono le stesse che vigono per il matrimonio. Nel caso in cui l'unione finisca invece con la morte di uno dei membri della coppia, l'altro può rimanere nella stessa casa per 5 anni, qualora il contratto d'affitto sia stato stipulato dal defunto.
Questi sono i cambiamenti più importanti apportati da una legge, che, nonostante le polemiche suscitate e il percorso a ostacoli che ha dovuto affrontare, è stata considerata un passaggio storico al pari di quella sul divorzio, poiché finalmente allinea l'Italia, almeno in parte, al resto d'Europa.

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