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26
Aprile

La corsa allo spazio delle potenze mondiali

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spazio 1 - sonda yutuIl 14 dicembre la sonda cinese, battezzata in terra "Yutu" (foto a sinistra), che vuol dire "Coniglio di Giada" e fa riferimento ad una figura della tradizione mitologica cinese che vivrebbe appunto sulla luna, è allunata per svolgere la sua missione di esplorazione della superficie lunare. La missione, chiamata Chang'e 3 (altro riferimento alla mitologia cinese, essendo il nome della Dea della Luna), ha l'obiettivo di testare la fattibilità di successivi allunaggi, anche umani, e di raccogliere dati sulla composizione lunare in profondità. La missione doveva inizialmente durare tre mesi, ma Yutu (che funziona solo di giorno, facendo uso di energia solare) è tutt'ora attivo, seppur fra alti e bassi.
Un altro traguardo è stato raggiunto in questi giorni da un altro Paese asiatico, l'India. Difatti la Mangalyaan (la navicella di Marte), seppur con un nome più scontato di quello del collega cinese, punta più lontano ed è arrivata dopo 5 mesi di viaggio a metà strada. L'importanza di questa missione riguarda sia il suo basso costo (appena 55 milioni di euro) sia la possibilità di essere il primo progetto spaziale di un Paese asiatico riguardante Marte ad andare a buon fine (dopo il fallimento di quello giapponese e del recente tentativo cinese). Per quanto riguarda gli obiettivi non sono molto ambiziosi: le ragioni dietro a questo lancio sono soprattutto l'accertarsi delle effettive capacità indiane in tecnologia spaziale, e solo in secondo luogo lo studio del pianeta rosso, visto che la Mangalyaan non effettuerà alcuno sbarco, limitandosi ad osservare Marte dall'alto. Questo aumenta molto la facilità della missione.
In questo rinnovato interesse per la corsa allo spazio ciò che bolle in pentola è piuttosto interessante, sia per quanto riguarda i vecchi e navigati protagonisti, sia per quanto riguarda i nuovi desiderosi di conseguire risultati e primati. Facciamone una rapida panoramica:


spazio 2 - stazione spaziale internazGli Usa hanno in programma di ultimare la già operativa Stazione Spaziale Internazionale (foto a destra), dove astronauti di varie nazionalità hanno già trascorso diversi periodi nei quali hanno raccolto dati e sperimentato gli effetti della cosiddetta microgravità. Nel mirino ci sono anche gli asteroidi, visto che la NASA ha inserito fra i suoi obiettivi sia lo sbarco di un uomo su un asteroide (per il 2025), sia il cercare di attirarne uno in prossimità dell'atmosfera terrestre per poterlo studiare meglio. Sempre presente è il pianeta rosso Marte, che dovrebbe ospitare lo sbarco di uno statunitense per il 2030. Forte attenzione è stata anche riservata allo sviluppo dei viaggi privati ed al perfezionamento della tecnologia usata per l'esplorazione che progressivamente ha puntato a mondi più lontani. Infine, l'osservazione dell'universo riceverà nuova forza grazie al telescopio Webb (foto in basso a sinistra), sostituto di Hubble, che sarà pronto per il 2018.


spazio 3 - telescopio webbLa Federazione Russa ha invece intenzione di costruire un nuovo cosmodromo (lo storico Baikonur, dal quale partì Jurij Gagarin, si trova in territorio kazako ed è perciò non totalmente sotto l'influenza russa) nella parte orientale della Russia. La costruzione dovrebbe essere ultimata per il 2018 e prevede lanci senza pilota già dal 2015. La Stazione Spaziale Internazionale è un altro dei punti importanti dell'agenzia spaziale russa, visto che finora è stata l'unica ad aver mandato astronauti ed organizzato viaggi di privati. Altri obiettivi sono Venere, con finalità di osservazione e rilevamento dati, Fobos (satellite di Marte) e la sempre di moda Luna (con recupero di "terra" lunare). Infine, il potenziamento e miglioramento degli attuali razzi utilizzati per i lanci.


La Cina ha invece in cantiere nuove missioni Chang'e, la quinta delle quali avverrà nel 2017 e permetterà di raccogliere campioni di superficie lunare. Dovrebbero così completarsi i programmi Chang'e, consistenti in esplorazione-allunaggio-ritorno e che lasceranno il posto ad allunaggi umani entro il 2025 e ad un progetto di base spaziale, visto che la Cina non partecipa all'attuale SSI.


Numerosi sono, invece, i progetti giapponesi della Jaxa (nata nel 2003 dalla fusione di precedenti agenzie spaziali giapponesi) che vedono al centro dell'attenzione lo sviluppo ed il potenziamento dell'attuale tecnologia usata per il lancio di razzi, diversi programmi di esplorazione terrestre e la messa a punto di un nuovo telescopio ("Jasmine", gelsomino). In programma anche una nuova base, da iniziare nel 2020 ed ultimare nel giro di 10 anni.


La ISRO (India) collabora con varie altre agenzie spaziali e per il prossimo futuro annovera fra i suoi interessi l'altro pianeta rosso Venere, con una missione simile all'attuale Mangalyaan, alcuni esperimenti di microgravità, il lancio di un satellite (Aditya) per raccogliere dati sulla corona solare ed una nuova missione lunare Chandrayaan-2 (da notare che fu Chandrayaan-1 a scoprire per prima la presenza di acqua sulla Luna).


spazio 4 - Venus ExpressPer quanto invece riguarda l'ESA, che è l'Agenzia Spaziale Europea, i progetti sono ambiziosi e variegati, a partire dai partner. Infatti, l'ESA condivide ed ha condiviso progetti sia con la RKA russa che con la NASA statunitense, ed il riflesso di questa collaborazione si nota per alcuni programmi attualmente in corso (il famoso Venus Express, foto a destra, prolungato fino alla fine di quest'anno, è realizzato con la RKA) ed anche per alcuni futuri (esplorazione dello spazio profondo atto a captare il suono di fondo dell'universo e studio di miglioramenti nella realizzazione di mezzi di propulsione, con la NASA). Conta, però, fra le sue carte anche un progetto originale ed indipendente: la "Missione Aurora", divisa in varie fasi. La prima consiste nel mandare su Marte una sonda mobile, la seconda fase punta a prelevare materiale (sempre dal pianeta rosso) e permettere il ritorno sulla Terra della sonda, mentre la terza prevede uno sbarco umano sulla Luna a cui seguirà quello su Marte per il 2030.

 

Si ringrazia per la collaborazione: Gennaro Laurenza

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