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09
Novembre

6 giugno 1944: lo sbarco in Normandia

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You are about to embark upon the Great Crusade, toward which we
have striven these many months. The eyes of the world are upon you.
The hopes and prayers of liberty-loving people everywhere march with you.
In company with our brave Allies and brothers-in-arms on other Fronts,
you will bring about the destruction of the German war machine,
the elimination of Nazi tyranny over the oppressed peoples of Europe,
and security for ourselves in a free world.
- Dwight D. Eisenhower

 

 

La guerra si vincerà o si perderà sulla spiaggia,
Abbiamo una sola possibilità di fermare il nemico:
quando sarà in acqua e cercherà di mettere piede a terra. [...]
La linea di difesa sarà qui, sulla costa. [...]
Le prime ventiquattr'ore dell'invasione saranno decisive:
per gli Alleati, come per la Germania, quello sarà il giorno più lungo
- Erwin Rommel

 

Inquadramento storico

Nel 1944 i Paesi dell'Asse (Germania e Giappone, l'Italia era uscita di scena con l'armistizio dell'8 settembre 1943) sono impegnati su diversi fronti principalmente in battaglie di contenimento e difensive. Il Giappone, persa l'iniziativa dopo la campagna di Guadalcanal, cerca invano di contenere la controffensiva statunitense che ricaccia indietro, isola dopo isola, le truppe dell'imperatore Hirohito. Il Terzo Reich invece, dopo la sconfitta a Stalingrado e il crollo del fronte del Don (inverno '42-'43), continua a combattere l'Armata Rossa con alterne fortune, tra battaglie di contenimento e controffensive. Perso definitivamente il Nord Africa, a causa della sconfitta a El-Alamein e dello sbarco Alleato in Marocco e Algeria (Operazione Torch), il fronte meridionale, comunque secondario, si è spostato più a nord, in Italia. Le truppe Alleate infatti, sbarcate in Sicilia nel luglio e in Calabria nel settembre del 1943, stanno lentamente risalendo la penisola scontrandosi con le linee fortificate tedesche. Il Comando Supremo Alleato è consapevole che l'apertura di un secondo fronte europeo, richiesto peraltro a gran voce da Stalin fin dall'invasione tedesca dell'Unione Sovietica, è fondamentale per dare la spallata decisiva alla Germania nazista e porre fine alla guerra. Fin dal 1943, quindi, gli Alleati lavorano incessantemente a quella che sarà la più grande operazione bellica della storia: l'invasione dell'Europa Occidentale, nota con il nome di Operazione Overlord.

 

Perché la Normandia

normandy2Già dal 1942 l'Alto Comando Tedesco considerava la possibilità di un'invasione Alleata nell'Europa Occidentale, per questo Hitler aveva ordinato la costruzione di una gigantesca opera di difesa che si estendeva dalla Norvegia alla Francia (il Vallo Atlantico, foto a destra). Successivamente Rommel, la Volpe del Deserto, comandante delle armate stanziate in Europa Occidentale, conscio della necessità di fermare gli Alleati sulle spiagge, ordinò un rafforzamento delle difese con la costruzione di nuovi bunker e con la posa di oltre 10 milioni di mine. Il rafforzamento però non venne portato a termine per intero, impedendo quindi ai Tedeschi di difendersi in modo efficace al momento dello sbarco. Il Comando Supremo Alleato aveva individuato un'area della Normandia tra le città di Cherbourg e Le Havre, ritenendolo il settore ideale per lo sbarco dato che possedeva ampie spiagge e una rete stradale adeguata per il movimento delle truppe dopo lo sbarco; in più la Normandia era meno difesa rispetto al settore di Calais che, essendo il punto più vicino alle coste inglesi, era stato notevolmente fortificato dai Tedeschi che lo ritenevano il punto più probabile dello sbarco. Fino all'ultimo gli Alleati continuarono a bombardare il settore di Calais rafforzando la convinzione nemica che l'attacco sarebbe arrivato proprio in quel punto. Una volta scelto il "dove", bisognava considerare il "quando", dato che il fattore meteorologico era fondamentale in un'operazione del genere: innanzitutto erano necessari più giorni di bel tempo e di mare calmo per rendere possibile lo sbarco che doveva avvenire in concomitanza con la bassa marea per rendere visibili gli ostacoli posti dai Tedeschi sulle spiagge. Il Comando Alleato aveva indicato come data dell'inizio delle operazioni il 5 di Giugno.

 

I preparativi e lo sbarco

La concentrazione delle truppe in Inghilterra era cominciata già dal mese di maggio, a partire dal 26 per gli inglesi e dal 30 per gli americani furono organizzati gli imbarchi sulle navi da trasporto: soldati, camion e carri armati furono fatti salire sulle navi e il 3 giugno la fase di imbarco era terminata. Le condizioni dei soldati erano difficili, stretti sulle navi, prede del mal di mare e sottoposti a un'attesa snervante che faceva crescere la tensione. Le condizioni meteorologiche peggiorarono il 4 Giugno e il Comandante Supremo delle Forze Alleate, Dwight 'Ike' Eisenhower (futuro Presidente degli Stati Uniti), decise di rinviare l'operazione prevista per il giorno seguente. Successivamente un rapporto dei servizi meteorologici preannunciava una tregua di 36 ore dopo il maltempo. Rinviare definitivamente l'operazione significava rimandarla al 19 Giugno per via delle maree, e avrebbe costretto i soldati a rimanere sulle navi in condizioni molto difficili o avrebbe costretto il Comando a ricominciare da capo le operazioni di concentrazione e imbarco delle truppe, con tutti i possibili imprevisti del caso. normandy1La decisione gravava sulle spalle del Comandante Supremo e 'Ike' rischiò il tutto per tutto: "Let's go!". La catena di comando si mise in moto: 130mila uomini e 20mila veicoli, imbarcati su 5700 navi da trasporto e mezzi da sbarco, cominciarono ad avvicinarsi alle coste francesi. Il supporto marittimo era assicurato da 1200 navi da guerra, quello aereo dai caccia della Royal Air Force (RAF). Prima dello sbarco vero e proprio 2500 bombardieri fecero piovere il loro carico di bombe sulle difese costiere tedesche. Gli Alleati avevano individuato 5 spiagge per lo sbarco, ognuna delle quali era indicata da un nome in codice: Utah Beach e Omaha Beach furono i punti di sbarco degli Americani, Gold Beach e Sword Beach furono assegnate agli Inglesi mentre a Juno Beach furono i Canadesi a vedersela con Tedeschi. A causa del mare mosso non tutto andò come preventivato, soprattutto a Omaha. Il fuoco tedesco inflisse numerose perdite agli attaccanti, soprattutto nelle prime fasi dello sbarco, molti soldati annegarono a causa dell'eccessivo equipaggiamento e i rinforzi non arrivarono nei tempi e modi previsti. Nel celebre "Salvate il soldato Ryan", Steven Spielberg ha magistralmente trasposto sul grande schermo cosa fu il D-Day a Omaha per i soldati americani. Nelle ore successive anche grazie al supporto delle navi da guerra che bombardarono incessantemente le difese tedesche, gli Alleati riuscirono a conquistare terreno, distruggendo numerose postazioni nemiche e assicurandosi una striscia di terreno sicura per l'arrivo dei rinforzi. Parallelamente all'operazione di sbarco, gli Alleati avevano inviato 2 divisioni paracadutate dietro le linee nemiche: i soldati dell'82° e della 101° divisione - la cui vicenda è stata raccontata di nuovo da Spielberg nella serie-documentario "Band of Brothers" - avevano il compito di assicurarsi alcuni obiettivi strategici, nella fattispecie ponti e postazioni di artiglieria nemiche, al fine di facilitare l'avanzata delle truppe sbarcate. La sera del 6 Giugno gli Alleati contavano 156mila uomini in Normandia (tra sbarcati e paracadutati), nei giorni seguenti respinsero i contrattacchi delle divisioni corazzate tedesche di Rommel, dando il via a tutta una serie di operazioni che porteranno, meno di un anno dopo, alla caduta del Terzo Reich.

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