Grandi Temi

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Tutti i vincitori degli Oscar 2016

di caprioUna notte degli Oscar piena di conferme, ma anche con qualche sorpresa! Nell'88a edizione degli Academy Award, che ha avuto luogo ieri sera a Hollywood, la maggior parte dei premi ha rispettato i pronostici più diffusi sul web nelle ultime settimane. Di Caprio trionfa come miglior attore, forte del Golden Globe dello scorso 10 gennaio che lo portava alla serata degli Oscar "con le spalle coperte". A fargli vincere il premio, il film The Revenant, del regista Alejandro Inarritu, che per il secondo anno consecutivo si aggiudica il titolo per la migliore regia. Sorpresa invece per il miglior film, che ha visto salire sul palco i produttori e il cast di Spotlight, il film che racconta l'inchiesta di un gruppo di giornalisti del Boston Globe contro lo scandalo di pedofilia nella Chiesa. La pellicola si è anche aggiudicata il premio come miglior sceneggiatura originale: il regista e produttore, Tom McCarty, ha sottolineato l'importanza della tematica affrontata nel film, augurandosi che possa arrivare fino in Vaticano. Ha inoltre lanciato un appello a Papa Francesco, affinché aumenti la protezione nei confronti dei minori. Anche l'Italia ha avuto il suo momento di gloria, con la tanto attesa (e super-pronosticata) vittoria di Ennio Morricone! Il maestro, che ha scritto la colonna sonora per il film The hateful Eight di Quentin Tarantino, ha vinto il suo primo Oscar dopo cinque candidature (se si esclude un Oscar alla carriera nel 2007). Il compositore, accompagnato sul palco dal figlio, ha ringraziato in italiano il regista e i produttori del film, dedicando questa vittoria alla moglie Maria. Ha inoltre salutato l'amico e "rivale" John Williams, anche lui candidato alla miglior colonna sonora (per l'ultimo capitolo della saga di Star Wars) e ormai "veterano" degli Academy Award: il compositore vanta infatti 5 premi vinti e ben 50 candidature! Un trionfo invece per il super film d'azione di George Miller, Mad Max: Fury Road, che si aggiudica ben 6 statuette "tecniche": miglior montaggio, miglior scenografia, milgior trucco, migliori costumi, miglior sonoro e miglior montaggio sonoro! Per le attrici è la volta di Brie Larson, che vince il premio di protagonista per il ruolo in Room e di Alicia Vikander, premiata per la performance in The danish girl come miglior attrice non protagonista. Per il miglior film in lingua straniera, infine, è la volta dell'Ungheria, premiata con la pellicola Il figlio di Saul, incentrato sugli orrori dell'olocausto e la vita nel campo di concentramento di Auschwitz.

 


 

Ecco un elenco dei vincitori per ogni categoria:

 

Miglior film: Il caso Spotlight
Miglior regia: Alejandro Gonzales Inarritu - Revenant
Miglior attore protagonista: Leonardo DiCaprio - Revenant
Miglior attrice protagonista: Brie Larson - Room
Miglior attore non protagonista: Mark Rylance - Il ponte delle spie
Miglior attrice non protagonist: Alicia Vikander - The Danish Girl
Miglior sceneggiatura originale: Il caso Spotlight
Miglior sceneggiatura non originale: La grande scommessa
Miglior film straniero: Il figlio di Saul (Ungheria)
Miglior film d'animazione: Inside Out
Miglior montaggio: Mad Max: Fury Road
Miglior scenografia: Mad Max: Fury Road
Miglior fotografia: Revenant
Migliori costumi: Mad Max Fury Road
Miglior trucco e acconciature: Mad Max: Fury Road
Migliori effetti speciali: Ex Machina
Miglior sonoro: Mad Max: Fury Road
Miglior montaggio sonoro: Mad Max: Fury Road
Miglior colonna sonora originale: Ennio Morricone - The Hateful Eight
Miglior canzone: Writing's On the Wall – Spectre (007)
Miglior documentario: Amy
Miglior corto documentario: A Girl in the River: The Price of Forgiveness
Miglior cortometraggio: Stutterer
Miglior cortometraggio d'animazione: Bear Story

 

 

FONTE 1 - FONTE 2

Il Giubileo: tra storia e curiosità

A cura di Letizia Intini

 

giubL’8 dicembre Papa Francesco ha dato ufficialmente inizio al Giubileo Straordinario, evento che si concluderà il 20 novembre 2016. L’Anno Santo comincia con l'apertura della porta santa della basilica di San Pietro, la prima di una serie di basiliche le cui porte verranno aperte nei giorni successivi, per accogliere fedeli e pellegrini.

In passato l’apertura della porta santa costituiva un passaggio tanto simbolico quanto complesso: la porta veniva abbattuta parzialmente prima della celebrazione, il Papa rompeva con un martelletto il diaframma lasciato intatto e la demolizione completa spettava ancora agli operai. In occasione del Giubileo del 2000, invece, Papa Giovanni Paolo II introdusse il rito più semplice e immediato, usato ancora oggi, cioè l’apertura dei battenti.

A fronte degli avvenimenti del 2015, Papa Francesco ha definito questo l’Anno “della Misericordia” poiché, usando le sue parole: "È il tempo favorevole per curare le ferite, per offrire la via del perdono e della riconciliazione”.

L'origine del Giubileo

All'inizio dell'anno 1300 a Roma si diffuse una credenza popolare secondo la quale chi si fosse recato a pregare nel primo anno di ogni secolo sulla tomba di San Pietro, si sarebbe procurato l'indulgenza plenaria. Nel linguaggio ecclesiastico questa espressione indicava la cancellazione di tutti i peccati e delle sofferenze penitenziali che i fedeli avrebbero dovuto scontare dopo la morte in Purgatorio.

Un altro evento storico rilevante la “Perdonanza” istituita da Papa Celestino V il 29 settembre 1294; con la Bolla del Perdono, egli stabilì che recandosi nella chiesa di Santa Maria di Collemaggio nella città dell'Aquila veniva concessa per due giorni l'indulgenza plenaria a tutti i confessati e pentiti. La Perdonanza, che si ripete tuttora, ha in comune con il Giubileo l'indulgenza in cambio del pellegrinaggio.

Fu il successore di Celestino V, Bonifacio XVIII, a indire il primo giubileo della storia della chiesa nel 1300. Era prevista l'indulgenza plenaria a tutti coloro che avessero fatto visita (30 volte, se fedeli romani, e 15 se stranieri) alle Basiliche di San Pietro e San Paolo, per tutta la durata dell'anno; questo Anno Santo si sarebbe dovuto ripetere in futuro ogni 100 anni.

Per questo straordinario evento l'afflusso di pellegrini a Roma fu tale cdanhe divenne necessario regolamentare il senso di marcia dei pedoni sul ponte di fronte a Castel Sant'Angelo. Anche Dante rimase colpito dalla fiumana di fedeli e dal doppio senso della circolazione: da un lato i pellegrini andavano verso San Pietro; dall’altra , tornando da San Pietro, avevano la fronte verso il Monte Giordano. Nella Divina Commedia (Inferno XVIII 33) infatti si legge: «come i Roman per l'esercito molto, l'anno del giubileo, su per lo ponte hanno a passar la gente modo colto, che da l'un lato tutti hanno la fronte verso 'l castello e vanno a Santo Pietro, da l'altra sponda vanno verso 'l monte.».

Questo primo Giubileo, secondo alcuni storici, venne istituito, non solo a fini religiosi ma anche politici ed economici, per cercare di rimpinguare le finanze pontificie. Il flusso di denaro fu notevole, ma il Papa ebbe la grossa delusione di non ricevere l'omaggio dei sovrani d'Europa, disilludendo di fatto le sue aspettative.

Il nome Giubileo trae la sua origine dall’Antico Testamento. Designava l’anno cinquantesimo, anno in cui la legge degli antichi Israeliti imponeva il riposo della terra (con lo scopo pratico di rendere più forti le successive coltivazioni), la restituzione delle terre confiscate e la liberazione degli schiavi. Per segnalare l'inizio di questo anno si suonava un corno di ariete, in ebraico “jobel”, da cui deriva il termine cristiano Giubileo.

Fiat Lux, tra critiche e apprezzamenti…

giubileo-fiat-lux016-1000x600Fiat Lux è lo spettacolo di luci che ha proiettato sulla basilica e sulla cupola di San Pietro, la sera dell'otto dicembre, scene di animali e di paesaggi naturali in riferimento tanto all'enciclica del Papa Laudato si' quanto al vertice sul clima che si dovrebbe chiudeva lo stesso giorno a Parigi. Padre Federico Lombardi, portavoce vaticano, ha dovuto rispondere alla varie critiche che ha suscitato lo spettacolo. Tra queste, Antonio Socci su Libero: "o zoo di Bergoglio sfregia San Pietro nel nome del clima", Giuliano Ferrara sul Foglio: “Il Vaticano svuotato di folla fa di San Pietro un giocoso maxischermo per una pantomima animalista e naturalista che lo inchioda al peggio delle ideologie contemporanee", La nuova bussola quotidiana: "San Pietro caduta nelle mani dei neo-pagani" e Riscossa cristiana: "Il cupolone violato. Uno show anticristiano a San Pietro previsto per il giorno dell'immacolata".

 

 


I Giubilei più curiosi

Il Giubileo del 1450 fu detto "Giubileo dei Santi" poiché furono presenti, fra i pellegrini, figure importanti della Chiesa, poi divenuti santi: Giovanni da Capestrano, Pietro Regalado, Diego d'Alcalá e la futura Santa Caterina da Bologna. Fu detto anche il "Giubileo d'oro" perché vi affluì moltissimo denaro e tra gli artisti che lavoravano a Roma ci fu il Beato Angelico.

Nel 1600 papa Clemente VIII serviva personalmente i dodici poveri che quotidianamente venivano scelti come ospiti alla sua mensa.

Nel 1650 papa Innocenzo X ebbe come direttrice dei lavori giubilari Olimpia Pamphili, sua cognata.

Il Giubileo del 1700 fu aperto da papa Innocenzo XII e chiuso da papa Clemente XI poiché il primo Pontefice era deceduto.

Nel 1875 papa Pio IX, dopo la dissoluzione dello Stato Pontificio (1870), non aprì la Porta Santa e si recluse nei Palazzi Vaticani. Le forze avverse al Papa organizzarono a Roma un "giubileo dei folli”: scesero in strada uomini e donne vestiti da cardinali e guardie svizzere che conclusero l’anno con una processione blasfema.

1925 papa Pio XI indisse un "Giubileo della pace" dopo gli eventi della Prima guerra mondiale e parlò ogni giorno ai pellegrini. Fu chiamato "Papa missionario".

Giovanni Paolo II indisse due Giubilei, uno nel 93 e uno nel 2000.

Questo è il 30esimo Giubileo dal 1300.

Delle grosse novità sono in arrivo dagli Stati Uniti per i nostri portafogli

I big del mondo digitale (Google, Apple, Facebook and co.) avrebbero messo nel mirino una nuova preda: le carte di credito. Che le transazioni economiche quotidiane facessero gola alla Silicon Valley si sapeva già da un po': PayPal -il sistema di pagamenti online più diffuso al mondo, creato da eBay- è infatti in circolazione già dal 1998. L'evoluzione di questo mercato sembra essere però già pronta per il prossimo balzo, col rischio di mietere delle vittime –Darwin docet.  

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La prima potrebbe essere la stessa PayPal, che pare stia venendo cannibalizzata dai propri concorrenti: Google e Facebook non si sono fatte remore ad assumerne degli ex dirigenti per mettere le mani sulle loro fruttuose competenze. Sia Google che Apple stanno rodando degli innovativi sistemi che puntano sostanzialmente a rendere gli smartphone in grado di effettuare qualsiasi tipo di movimento di denaro, sia esso l'invio di una somma da un conto corrente all'altro o -soprattutto- il pagamento alla cassa di un negozio. Le novità vengono rilasciate a una velocità non comune per un settore solitamente sonnacchioso come quello bancario: nel momento in cui scriviamo Google ha nel mercato americano due applicazioni, "Google Wallet" e "Android Pay". La prima è un conto prepagato con tanto di carta magnetica fisica che può essere richiesta dal titolare e con la quale si possono prelevare contanti dagli ATM o pagare ai POS. Attraverso Google Wallet è possibile inviare denaro ad altri conti ed eseguire da pc o mobile le principali transazioni garantite da PayPal. Android Pay (che fino qualche settimana fa era una costola di Google Wallet) è invece qualcosa di più innovativo: al pari del rivale Apple Pay ( che presenta funzionalità grossomodo speculari a quelle del suo concorrente) consente di utilizzare il proprio smartphone come carta di credito e tessera fedeltà/raccolta punti/tessera sconti. Il funzionamento è semplice: dopo aver collegato un conto corrente al proprio account, per pagare è sufficiente avvicinare il proprio device al terminale POS, autorizzare l'operazione inserendo un PIN o con la lettura dell'impronta digitale e il gioco è fatto – con in più tutta la comodità che eventuali promozioni, punti o sconti fedeltà vengano automaticamente accreditati senza nemmeno la necessità di portarsi appresso le innumerevoli tessere che per ora riempiono i nostri portafogli. Dovremo allora dire presto addio a carte di credito, contanti e istituti bancari? Ovviamente no: prima ci sono ancora due o tre milioni di questioni da risolvere e sistemare. 

ap cardIn primis, i terminali POS; per ora quasi tutti gli smartphone possono interfacciarsi solo con i POS di ultima generazione dotati di tecnologia NFC, costosi e poco diffusi. I cellulari Samsung di alta fascia sono gli unici a essere dotati di tecnologia MSTT in grado di essere riconosciuta da TUTTI i dispositivi che leggono le carte di credito. Il sistema Samsung Pay della casa coreana è quindi al momento l'unico sul mercato che consenta di utilizzare il proprio smartphone esattamente come una carta di credito fisica – anche se non permette l'invio di denaro da un conto all'altro come fanno invece i sistemi di Google e Apple. Poteva mancare Facebook nella rincorsa al futuro? Ovviamente no: l'azienda di Zuckerberg ha appena introdotto negli States la possibilità di inviare denaro ai propri amici tramite le chat. Il sistema non è una novità assoluta: specialmente in Asia esistono numerose applicazioni che offrono servizi simili, ma nessuna può ancora competere con la pervasività di Facebook, il cui gruppo possiede i due programmi di messaggistica istantanea più diffusi al mondo (Whatsapp e Messenger) oltre al principale social network. Nella mischia spunta poi il concorrente che non ti aspetti: Starbucks, la celebre catena di caffetterie. Il gruppo ha introdotto anni fa un'app che si comporta come una carta prepagata, consentendo agli utenti di pagare nei propri punti vendita utilizzando lo smartphone (basta passare il display sotto lo scanner della cassa) e allo stesso tempo accumulare punti fedeltà da reinvestire in prodotti del marchio. L'intuizione di Starbucks ha avuto un successo tale che l'app muove mensilmente milioni di dollari e nel 2014 era più utilizzata di quelle targate Google e Apple. E le banche? Restano a guardare mentre i nerd si mangiano una delle fette più redditizie del mercato sotto il loro naso? Qualche giorno fa è arrivata la notizia del lancio di un'app targata JP Morgan (la maggiore banca statunitense) che punterebbe a spostare l'equilibrio verso gli istituti di credito, forti di un'esperienza secolare nel settore. Considerando che alcune delle banche operanti in Europa sono sopravvissute a guerre, rivoluzioni e innumerevoli epidemie di peste - e soprattutto che nessuno può competere con il loro livello di competenza per quanto riguarda la legislazione, difficilmente le vedremo scomparire senza battere ciglio; gli aspetti giuridici sono infatti il maggior ostacolo che si oppone al progresso dei movimenti di denaro "easy": leggi sul riciclaggio, normative anti-evasione e contrasto alla speculazione sono solo alcune delle motivazioni per le quali i Ministeri faranno di tutto per evitare che i flussi di denaro sfuggano al proprio controllo. Non è un caso che Google e Apple abbiano reso i propri servizi interamente accessibili solo negli Stati Uniti: una transazione da Washington a Philadelphia ha implicazioni legali infinitamente più limitate di una da Roma a Bangkok.

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