Grandi Temi

Grandi Temi (41)

Tensione in Venezuela: proteste di piazza represse con violenza dal governo

Poco più di un anno fa moriva Hugo Chavez, la figura che ha diretto la vita del Venezuela negli ultimi quindici anni: violento oppositore della politica estera degli Stati Uniti, fondatore dell'ALBA (Alleanza Bolivariana per le Americhe) e amico di Cuba. Lo scorso aprile, il presidente ad interim Maduro veniva ufficialmente eletto succedendo al colonnello, suo mentore.
venezuela3Le proteste contro il suo governo sono partite all'inizio di febbraio e si sono subito diffuse dallo stato di Tàchira fino a Caracas, mobilitando un alto numero di studenti universitari. A scendere in piazza sono, oltre agli studenti, cittadini della classe media, la più colpita dalla crisi: il 10 marzo a scendere in piazza sono stati i medici. Le fasce più povere sono, generalmente, sostenitrici del governo, dopo che l'assistenza sociale venezuelana ha permesso alle fasce più povere di godere dei diritti più basilari, all'alloggio e all'istruzione. Al tempo stesso, i sostenitori del governo hanno organizzato contro-manifestazioni.
Quali rivendicazioni? Innanzitutto, maggior sicurezza: nel 2013, secondo l'Osservatorio Venezuelano sulla Violenza, il Venezuela è stato testimone di quasi 25.000 omicidi. Nonostante le sue abbondanti risorse petrolifere, che costituiscono più dell'80% delle riserve di tutto il Sud America e la principale fonte di guadagno del paese, l'inflazione ha toccato il 56%, mancano beni di prima necessità come prodotti alimentari o carta e i blackout sono all'ordine del giorno.
L'opposizione al governo Chavista è da tempo divisa e debole. Il leader più moderato Henrique Capriles, sconfitto alle elezioni del 2013, ha preso parte alle manifestazioni di Caracas solo alla fine febbraio, dopo aver pubblicamente richiesto la fine delle repressioni massive del governo per aprire la strada ad un cammino verso il dialogo e la pace. Non mancano tuttavia esponenti più radicali, che hanno paragonato le proteste di Caracas a quelle di Kiev, ritenendo che si tratti dell'occasione giusta per porre fine al governo di Maduro. E' il caso di Leopoldo Lopez che, dopo essere sceso in piazza il 12 febbraio ed essersi implicitamente proposto come leader alternativo, è stato oggetto di un ordine di arresto con l'accusa principale di incitamento alla violenza.
venezuela1La reazione del governo all'ondata di manifestazioni di piazza, che dura ormai da quasi due mesi, è stata durissima. Il presidente Maduro ha inviato paracadutisti e aerei da guerra nello stato dove le proteste hanno avuto origine, mentre la tensione e il numero di vittime degli scontri continua a crescere. Il 23 marzo è stata data la notizia di tre nuovi morti a Caracas, Valencia e San Cristobal, portando il numero totale di vittime a 34, mentre i feriti ammontano a più di duecento. Maduro ha già interrotto tutte le relazioni diplomatiche con Panama in reazione alla richiesta di quest'ultimo all'OAS di discutere la crisi, considerandola evidentemente un'intromissione negli affari interni del paese. Nel frattempo, i ministri degli esteri della maggior parte degli stati sudamericani hanno condannato le violenze ed espresso la loro solidarietà alle famiglie delle vittime, ai cittadini, e al governo democraticamente eletto della "nazione sorella".
venezuelagnoccaIl presidente ha denunciato a più riprese un "golpe lento", di cui le proteste studentesche sarebbero la manifestazione più recente, e ha reagito con parole dure alle dichiarazioni del Segretario di Stato americano John Kerry, che hanno fatto seguito all'espulsione dei giornalisti della CNN dal Venezuela. Gli ultimi giorni sono stati caratterizzati dagli arresti di due sindaci, Daniel Ceballos e Enzo Scarano, accusati rispettivamente di fomentare il movimento anti-governativo e di non aver impedito le barricate, e dall'accusa di tre generali dell'aviazione di complottare per un colpo di stato. Nel frattempo, le Miss venezuelane si sono mobilitate nella campagna #misses4peace (vedi foto), che raccoglierà fondi per i cittadini più colpiti dalle violenze, mentre Amnesty International ha lanciato il 20 marzo un appello online per fermare il numero di morti.

 

 

Si ringrazia per la collaborazione: Giulia Naboni

 

Recensione Film: Her

herphoenixIn un futuro non meglio definito, Theodore (Joaquin Phoenix) è un uomo solitario e malinconico, in via di divorzio dalla moglie Catherine (Rooney Mara) e con una sola amica fidata, Amy (Amy Adams). Come lavoro scrive - o meglio detta- lettere commissionate da estranei, lavoro che gli permette di dare sfogo a tutta la sua sensibilità.  Un giorno, decide di acquistare un nuovo sistema operativo, chiamato Os 1 (riferimenti alla Apple non sembrano puramente casuali) che, come dice la pubblicità, “ti conosce, ti capisce, ti comprende”. Dopo un piccolo test di personalità, a Theodore viene affidata una bellissima voce femminile, di nome Samantha (Scarlett Johansson). Ben presto il protagonista si accorgerà che Samantha non è solo un aiuto per il suo lavoro, ma un’amica, una confidente, e un’amante.  All’inizio Theodore nasconde la sua relazione con Samantha, ma poi si apre al mondo, che lo accetta senza pregiudizio. Il rapporto tra l’uomo e il sistema operativo si sviluppa in modo normale, come se fosse una relazione vera, tra persone fatte di carne e ossa. Samantha prova sentimenti, persino attrazione fisica, soffre, ride, si commuove, si innamora, e respira. Si sente reale, e anche Theodore la sente reale, nonostante una delle cose che più lo infastidisce durante le discussioni accese con la sua “fidanzata virtuale” sia proprio questa finta necessità di Samantha di prendere il respiro tra una frase e l’altra, perché lei non ha bisogno dell’ossigeno…sarà un caso che l’ultima scena del film si concluda con un respiro? La trama di “Her” ha non pochi “twist”, che lasciano lo spettatore incollato allo schermo e lo fanno arrabbiare, gioire, ridere e soffrire insieme al protagonista. Spike Jonze è così bravo a entrare nell’anima dei personaggi che ad un certo punto ci si dimentica quasi che Samantha sia un sistema operativo, e si pensa che sia la voce telefonica della fidanzata di Theodore.  Le inquadrature limpide, la qualità ricercata delle immagini e della fotografia, i primi piani stretti indagano le insicurezze e i sentimenti del protagonista.  Notevole la scelta di non fare mai vedere autovetture o mezzi di trasporto per non collocare in modo definito il tempo della storia, plausibilmente un futuro non troppo lontano in cui la tecnologia è parte integrante (e sovrastante) della vita di ognuno.  Molto piacevole la scelta dei look vintage dei personaggi, in contrapposizione con l’evoluzione tecnologica, quasi a voler mediare passato a futuro per avvicinare del tutto la storia allo spettatore del presente. “Her” a prima vista sembrerebbe semplicemente una riflessione sul rapporto con la tecnologia che riguarda tutti noi - Jonze ha palesemente preso spunto da Siri - ma, se si presta un’attenzione maggiore e si va oltre al fatto che Samantha non sia reale ma semplicemente frutto dell’evoluzione tecnologica, si scopre essere un film che parla dell’amore nella sua purezza più totale e con una poesia e una profondità sorprendenti e al contempo semplici. Joaquin Phoenix si conferma come uno degli attori più intensi del momento, Amy Adams sa adattarsi benissimo anche stavolta alla sensibilità del suo personaggio. phoenixprimopianoLa voce di Scarlett Johansson rimane una delle più sensuali in circolazione (e se la cava egregiamente anche cantando “The Moon Song”, in uno degli stralci più dolci del film): il doppiaggio italiano di Micaela Ramazzotti, sarà anche per la dizione imperfetta, non è male, ma non rende pienamente giustizia alla sensibilità vocale manifestata dalla Johansson. I dialoghi portanti sono meravigliosi: dolci e spontanei, sembrano scritti da Jonze di getto, e soprattutto sono credibili, ognuno può immedesimarvici. Non c’è da stupirsi quindi che “Her” abbia conquistato pubblico e critica e sia stato premiato con l’Oscar per la Miglior Sceneggiatura originale.

 

Si ringrazia per la collaborazione: Silvia di Lucca, Pulp Corn (blog)

Giovani ed innovazione. Il caso Periferica

E’ per noi un piacere raccontarvi la storia di questo interessante progetto, che come Newdle, seppur con mezzi e modalità differenti, ha l’obiettivo di promuovere e rendere più accessibile a tutti l’informazione e la cultura. 

 

 

In un tempo come il nostro, caratterizzato da una grande complessità e da un incessante ritmo del cambiamento, occuparsi di cultura può essere problematico. La progressiva affermazione dei mezzi di comunicazione di massa e delle nuove tecnologie informatiche ha reso il sapere sempre più reticolare e diffuso; in particolare, il web è divenuto fondamentale per la comunicazione e la condivisione della conoscenza, portando alla creazione di una rete produttiva di relazioni stabili. Oggi infatti la creazione di valore non sembra più avvenire all’interno di organizzazioni isolate, ma in network costituiti da imprese, macchine, singoli individui, istituzioni. Questo approccio ha senza dubbio facilitato i processi cooperativi, e fatto nascere nuove formule – di progettazione, organizzazione, distribuzione della cultura - capaci di riuscire laddove l’industria culturale tradizionale, con la ricerca del consumo di massa, sembra ormai non essere più competitiva: soddisfare le necessità contemporanee dell’accesso alla cultura. Sempre più spesso sono comunità di giovani a raccogliere la sfida, spinti dalla volontà di riscatto e dal desiderio di fare qualcosa di concreto per migliorare il proprio paese. Tra queste realtà 2.0 si colloca Periferica, festival nomade di rigenerazione urbana nato nel maggio 2013 e promosso dall’associazione culturale “Corda” di Mazara del Vallo (Trapani). Uno staff interamente formato da studenti e giovani laureati in Architettura, Design, Lettere, Comunicazione, Arti Visive, Turismo e un progetto ambizioso: cambiare progressivamente il volto della periferia locale attraverso l’arte, il gioco e la cultura. Ogni anno il festival si sposta in un quartiere diverso e ne occupa uno spazio, facendone strutture polifunzionali che si adattino alle peculiarità del luogo e alle esigenze dei residenti. Nel settembre 2013 il progetto è riuscito in una sola settimana e con un budget limitato a convertire una cava di tufo di 3000 mq del Quartiere Macello in un centro culturale e attuale cantiere del festival, mobilitando studenti, docenti, tutor, artisti, professionisti italiani ed internazionali, attirando circa un migliaio di partecipanti. Il centro è stato ribattezzato Cavùra (“calda”, in dialetto siculo) a testimonianza della forte energia positiva che si propone di immettere nel territorio. Solo un mese dopo il progetto ha conquistato il primo premio al concorso RI.U.SO., promosso dal Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori e da SAIE, il Salone dell’Innovazione Edilizia di Bologna, qualificandosi come miglior progetto nel campo della Rigenerazione Urbana Sostenibile su oltre 400 progetti italiani e stranieri presentati. Il grande consenso popolare raccolto dall’iniziativa emerge dai più di 2000 utenti presenti sulla pagina Facebook di Periferica, che si serve dei social media per coinvolgere i membri della propria community ed interagire con loro. Adesso, Periferica è stata selezionata tra i 40 progetti finalisti (su 600) di Chefare, un concorso nazionale che mette in palio 100.000 euro per il miglior progetto culturale italiano. “Siamo entusiasti e più che mai tenaci, come quando è nato il progetto” – dichiara il fondatore Carlo Roccafiorita, studente di Architettura presso l’Università di Ferrara. “Avevamo un’idea: riunire i giovani mazaresi, università ed imprese per migliorare la città con iniziative incondizionate e spontanee. Abbiamo ricevuto 800 voti in soli 4 giorni e questo è un segnale per noi fortissimo. La gente ha capito che non si tratta di politica, né di scegliere un portavoce o un rappresentante: bisogna scegliere se migliorare Mazara oppure no”. Un processo, quello portato avanti dal giovane mazarese, che crea lavoro, migliora la vivibilità dei quartieri degradati e coinvolge realtà locali ed internazionali in una grande, collaborativa, sempre diversa esperienza di innovazione sociale. Buona fortuna ragazzi!

Si ringrazia per la collaborazione: Federica Misuraca

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