Grandi Temi

Grandi Temi (41)

Javier Zanetti: cosa vuol dire essere un campione

z3L'altro ieri si è ritirato il capitano dell'Inter, Javer Adelmar Zanetti, classe 1973, un grande calciatore e un grande uomo. Ma questo articolo non parla di calcio. Sì certo, è fantastico ricordare Zanetti con la palla tra i piedi. "El tractor", inarrestabile durante le sue galoppate sulla fascia, che ti lasciavano con il fiato sospeso e ti facevano pensare "Ecco, è partito, adesso scarta tutti e va in porta" (e qualche volta l'ha fatto per davvero!). Quel giocatore che, tra mille tuffi e simulazioni dei suoi colleghi, veniva falciato da metà della squadra avversaria, ma continuava a correre, con sempre più energia, con lo sguardo fisso alla porta anziché all'arbitro per reclamare un fallo, e con la sua inconfondibile chioma sempre perfetta, con la riga da un lato, scolpita nel marmo. Quel giocatore che ha indossato una sola maglia per tutta la carriera, una maglia che a lungo non gli ha regalato le vittorie che avrebbe meritato, ma alla quale lui ha comunque deciso di rimanere legato, regalandole i suoi anni migliori. Quel giocatore che accettava la panchina, che si sacrificava per gli altri, che metteva la squadra prima del singolo. Quel giocatore che ha dimostrato al mondo intero come l'impegno e il duro lavoro possano portare un calciatore con un talento naturale non strabiliante a vincere tutto e ad entrare di diritto nella storia dello sport. Beh, si potrebbe continuare così per decine di pagine. Ma come dicevo questo articolo non parla di calcio. Di campioni come Zanetti ce ne sono pochi, pochissimi, ed è per questo motivo che è giusto omaggiarli come meritano. Onorare un grande uomo è il nostro modo di ringraziarlo per le emozioni che ci ha fatto provare, ma anche un momento per ricordare la sua grandezza e, se possibile, prenderne esempio e cercare di migliorare noi stessi. Zanetti ha dimostrato come il rispetto e la lealtà nei confronti del prossimo siano quei valori che distinguono un campione da un buon giocatore. Quei valori che fanno la differenza, e che ti portano ad essere omaggiato da decine di migliaia di persone, interisti e non, il giorno della tua ultima partita. E' così che il Capitano si è guadagnato il rispetto di compagni, avversari e tifosi. Ed è così che si guida una squadra. Non a parole, ma dando per primo il giusto esempio, essendo il primo ad arrivare ad allenamento alla mattina e l'ultimo ad andarsene alla sera, assumendosi sempre la responsabilità dei propri errori, e talvolta anche quella dei compagni. E' così che Zanetti ci ha dimostrato cosa vuol dire essere un campione. Non con il talento o la tecnica sopraffina, ma con il sacrificio e la lealtà. Tutti noi, nel nostro piccolo, possiamo essere come il Capitano. Possiamo decidere di vivere le nostre vite nel rispetto degli altri, agendo sempre con lealtà e onore. Possiamo decidere di impegnarci duramente per raggiungere i nostri obiettivi, anziché perdere tempo a cercare facili scorciatoie. Possiamo decidere di ammettere i nostri insuccessi e utilizzarli come stimolo per migliorare, anziché trovare finte giustificazioni. Questo significa essere dei campioni.

z5

25 Aprile: la Festa di Liberazione

GT 25 apr B

AVEVO DUE PAURE

La prima era quella di uccidere
La seconda era quella di morire
Avevo diciassette anni
Poi venne la notte del silenzio
In quel buio si scambiarono le vite
Incollati alle barricate alcuni di noi morivano d'attesa
Incollati alle barricate alcuni di noi vivevano d'attesa
Poi spuntò l'alba
Ed era il 25 Aprile
(G. Colzani)

 

GT 25 apr AIl 25 Aprile 1945 i partigiani entrarono a Milano liberandola dall'occupazione dei nazisti e dei fascisti. È un giorno cruciale per la storia del nostro Paese, simbolo della fine della seconda guerra mondiale in Italia, del ventennio fascista e dell'occupazione del Regime nazista.
Il 25 Aprile è una festa civile della Repubblica Italiana, la "Festa della Liberazione", o "l'anniversario della Resistenza", che si festeggia ogni anno dal 1949. Questa non è, come alcuni erroneamente credono, la festa della Repubblica italiana, che si celebra invece il 2 giugno (in ricordo del 2 giugno 1946 giorno in cui gli italiani andarono al voto, nel celebre referendum, per scegliere la forma di governo tra repubblica e monarchia).
"Bisogna dire alle masse che la libertà va conquistata con le nostre forze e non ricevuta in dono dagli alleati." In questa frase del CLNAI (Comitato di Liberazione Nazionale dell'Alta Italia) è racchiusa l'essenza di ciò che venne riconquistato quel 25 Aprile del '45: la libertà e la dignità di un popolo.
Convenzionalmente fu scelta questa data poiché quello fu il giorno della liberazione di Milano e Torino. Alle 8 del mattino di quel 25 Aprile l'esecutivo del CLNAI proclamò ufficialmente, via radio, la presa del potere e la condanna a morte per tutti i gerarchi fascisti (Mussolini fu catturato e fucilato tre giorni dopo).
La liberazione dell'Italia non fu solo un "dono" degli Alleati: seppur non sminuendo la centralità e l'importanza del loro ruolo nella disfatta della Germania nazista e dei Regimi loro alleati nati in Europa (tra i quali il Fascismo in Italia), non si deve dimenticare il cruciale contributo dato dai partigiani italiani.
Non esiste data precisa di quando la Resistenza nacque. La Resistenza partigiana, o "secondo Risorgimento" come fu anche chiamata, fu caratterizzata dall'impegno unitario di tutti i movimenti ed i partiti politici che si opponevano al fascismo (comunisti, azionisti, anarchici, socialisti, cattolici, liberali e monarchici). Celebre la frase con cui Piero Calamandrei descrisse la resistenza: "Era giunta l'ora di resistere; era giunta l'ora di essere uomini: di morire da uomini per vivere da uomini".Movimenti politici talvolta opposti tra loro trovarono un'intesa sotto i comuni obiettivi della libertà e della democrazia. È su questa scelta che si fondano le radici dell'Italia repubblicana e delle nostra Carta Costituzionale. Sempre Calamandrei, rivolgendosi a degli studenti milanesi nel 1955, disse a riguardo: "Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì giovani, col pensiero, perché lì è nata la nostra Costituzione".
Ma ciò che portò al giorno della liberazione fu un iter lungo e turbolento. In Italia l'ultimo inverno di guerra fu terribile, mentre gli alleati erano bloccati sulla Linea Gotica, all'altezza della Toscana, i Nazisti controllavano il Nord Italia e le atrocità ai danni della popolazione continuavano.
La svolta arrivò nell'aprile del '45 quando le truppe Alleate, guidate dal generale Alexander, lanciarono l'offensiva finale ed entrarono nella valle del Po. Nel frattempo i partigiani, che combattevano contro la Repubblica di Salò e l'occupazione nazista, erano un gruppo cospicuo e ben organizzato, e con l'aiuto della popolazione civile liberarono vaste zone dell'Italia settentrionale prima dell'arrivo delle truppe anglo-americane.
Il 10 Aprile il Partito Comunista contattò tutte le organizzazioni locali che dipendevano da esso e le esortò a "scatenare l'attacco definitivo"; il 16 Aprile anche il CLNAI incitò la popolazione ad insurrezioni generali. Le bande partigiane, in questo clima di insurrezioni e rivolte, intensificarono gli attacchi ai centri urbani, ed entro il 25 Aprile, con l'aiuto degli Alleati, le maggiori città vennero espugnate e liberate.
GT 25 apr CMilano e Torino furono liberate il 25 Aprile, gli abitanti delle due città si erano già ribellati al regime, ma in giornata arrivarono le prime bande di partigiani ed i soldati tedeschi e della Repubblica di Salò si ritirarono definitivamente dai due centri. La sera dello stesso giorno anche Mussolini abbandonò Milano per dirigersi verso Como(dove poi verrà catturato due giorni dopo dai partigiani). Gruppi di partigiani continuarono ad arrivare a Milano nei giorni tra il 25 e il 28 Aprile sconfiggendo le ultime resistenze. In città, il 28 Aprile, si tenne una grande manifestazione per celebrare la liberazione d'Italia.
La guerra, però, continuò anche dopo il 25 Aprile, che come si è detto è solo una data simbolica. Genova venne liberata il 26 Aprile, Venezia il 28 ed infine, il 29 Aprile, fu liberata anche Piacenza e fu firmato l'atto ufficiale di resa dell'esercito tedesco in Italia.

La Liberazione, conquistata grazie al concorso di Partigiani ed Alleati, mette fine al ventennio di dittatura fascista e a cinque anni di guerra sul suolo Italiano. Essa rappresenta anche una svolta simbolica che porterà alla nascita della Repubblica Italiana e alla stesura della nostra Costituzione.

 

Eleonora Baggiani



Le elezioni europee del 2014

eu1Tra il 22 ed il 25 Maggio, in tutti i 28 Stati membri dell'Unione europea, si sono svolte le Elezioni per formare il Parlamento. Circa 400 milioni di elettori son stati chiamati ai seggi per esprimere il proprio voto per l'ottava volta all'istituzione di questo organo. Le Elezioni europee appena svolte sono le prime disciplinate dal Trattato di Lisbona (entrato in vigore nel dicembre 2009), che all'articolo 14 stabilisce che: "Il Parlamento europeo è composto da rappresentanti dei cittadini dell'Unione. Essi non devono superare la quota di settecentocinquanta, più il Presidente. La rappresentanza dei cittadini deve essere regressivamente proporzionale, con una soglia minima di sei membri per ogni Stato membro. A nessuno stato membro dovranno essere assegnati più di novantasei seggi". Il Trattato di Lisbona, inoltre, prevede che il Parlamento europeo elegga il Presidente della Commissione Europea (l'organo Esecutivo), sulla base di una proposta congiunta con il Consiglio e prendendo in considerazione l'esito delle elezioni europee (secondo quanto prescritto dall'articolo 17 paragraferò 7 del TEU). I maggiori partiti, raggruppati in coalizioni a livello comunitario, hanno quindi designato un candidato per il ruolo di Presidente. 

I candidati sono:

• Jean-Claude Juncker per il Gruppo del Partito Popolare Europeo;
• Ska Keller per i Verdi Europei - Alleanza Libera Europea;
• Martin Schulz per l'Alleanza Progressista dei Socialisti e dei Democratici;
• Alexis Tsipras per la Sinistra Unitaria Europea - Sinistra Verde Nordica;
• Guy Verhofstadt per l'Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa.

 

Da queste elezioni risulta un grande balzo in avanti degli euroscettici, dal Regno Unito allaeu2 Germania, passando per Francia ed Olanda. I dati sono inequivocabili, i gruppi anti-UE otterranno 105 seggi, contro i 64 del 2009, avendo così una sensibile rappresentanza a Strasburgo. Ma procediamo in modo ordinato all'analisi del voto. Innanzitutto si può affermare che in queste elezioni l'astensionismo non ha vinto: anche se la maggior parte degli aventi diritto al voto non è andata ai seggi, la quota di votanti in tutta l'Unione è stata pari al 43,1%, con un aumento dello 0,1% rispetto alle elezioni del 2009. Questa è un'inversione di tendenza di importanza notevole, visto che dal 1979 il trend è sempre stato negativo, vedendo diminuire il numero di votanti ad ogni elezione. Differente la situazione in Italia, dove l'affluenza è calata di 8 punti: su un totale di 50.662.460 aventi diritto al voto, i votanti sono stati 28.991.258, il 57,22%. Si ravvisa un leggero calo rispetto alle europee del 2009, ma comunque l'affluenza italiana è molto superiore alla media degli altri paesi dell'Unione.  Sempre riguardo alla situazione italiana, le elezioni sono state stravinte dal PD di Matteo Renzi che, con una percentuale del 40,86%, ha ottenuto il miglior risultato della sua storia ed eleggerà 31 europarlamentari sui 73 che spettano all'Italia. Secondo partito il Movimento 5 Stelle, che si ferma al 21,14%, ottimo risultato per una forza nuova come quella grillina, ma decisamente sotto le aspettative dei due leader del movimento. Terzo partito si riconferma Forza Italia, che però crolla al 16,79%. Ottimi, invece, il risultato di Lega Nord, al 6,18%, che conferma il trend di risalita dopo i recenti scandali. La lista Ncd-Udc supera lo sbarramento con il 4,37%, come anche la lista "L'altra Europa per Tsipras", che con il 4,03% guadagna un posto in Europa. A livello comunitario, invece, le Elezioni hanno visto il Ppe come coalizione vincente. I popolari, che guidano l'Europa da 10 anni, pur perdendo 62 seggi rispetto alle elezioni passate, restano la "famiglia politica" di maggioranza relativa in Europa, arrivando al 28,5% è conquistando così 214 seggi. Il secondo partito a livello europeo è il Pse. I socialisti, cresciuti in Italia e in Germania, scontano la debacle francese e si fermano al 25,43%, aggiudicandosi 192 seggi. Terzo partito i liberal-democratici dell'Alde, al 8,52% e 64 seggi; seguono i Verdi al 6,92% con 52 seggi, i conservatori dell'Ecr al 6,13% con 46 seggi, la Sinistra dei Gue al 5,99% con 45 seggi, altri eurodeputati non inseriti in nessuna coalizione, ed infine gli euroscettici del' Efd, che con il 5,46% dei voti conquistano 38 seggi a eu3Strasburgo. Il primo commento al voto arriva da Junker, leader dei popolari, che da vincitore commenta: "Voglio essere il presidente della prossima Commissione perché il Ppe ha vinto, non andrò in ginocchio dai socialisti perché siamo il partito numero uno. Ma anche noi dobbiamo fare compromessi. Vorrei allargare la maggioranza a Verdi e Liberali, ma non andrò mai con l'estrema destra". Quindi, da un lato l'intenzione a non piegarsi davanti alle richieste socialiste di Junker, dall'altro Schulz che ricerca una maggioranza che lo sosterrà negli altri partiti di "sinistra", ma non è così impossibile una "grosse koalition" alla tedesca, con guida popolare ma punti di programma mediati con i socialisti. Lo stesso Schulz, nel primo comizio dopo le elezioni, elenca le tre condizioni necessarie per un'alleanza tra le due coalizioni: lotta contro la disoccupazione giovanile, guerra all'evasione fiscale e maggiori controlli verso le banche, concludendo poi: "Siamo  pronti a trattare su queste basi". Ma i risultati che più hanno sorpreso sono quelli raggiunti dagli euroscettici, il gruppo di riferimento Efd, che nella sua composizione originaria comprende i britannici dell'Ukip, i danesi del Danish People Party, la Lega e i Veri Finlandesi, ha conquistato 38 seggi nel Parlamento. A questi vanno aggiunti i sorprendenti risultati raggiunti dal Front National della Le Pen (attorno al 5%), i voti dei 5 Stelle, degli euroscettici tedeschi di Afd e dei neo nazisti tedeschi dello Npd, che son riusciti a strappare un seggio. I candidati alla presidenza della Commissione a breve inizieranno le trattative, al termine delle quali, se nominati, dovranno cercare il sostegno dei vari gruppi politici del Parlamento. Le votazioni si terranno tra il 14 e il 17 luglio. Per ottenere la nomina del Parlamento si dovranno ottenere i voti di almeno la metà degli eurodeputati. In quest'ottica sarà fondamentale la formazione dei nuovi gruppi politici, che dovrà avvenire prima della seduta plenaria del 1 luglio, durante la quale verranno eletti Presidente e i vari vicepresidenti del Parlamento stesso. Non ci resta che attendere per capire come andranno le cose in Europa e quindi specularmente anche da noi in Italia. 

 

Eleonora Baggiani

Pagina 7 di 14