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Grandi Temi (41)

M.I.N.T: le economie emergenti

BRIC-0012001, Jim o'Neill (Goldman Sachs) in una sua relazione conia l'acronimo "BRIC" (a volte modificato in BRICS, per includere anche il Sud Africa), indicando rispettivamente: Brasile, Russia, India e Cina, proponendoli come le future potenze globali nel medio-lungo periodo (approssimativamente per il 2050). La sua osservazione si sta rivelando piuttosto esatta, come vedremo dopo, lasciando ora il campo ad una sua più recente uscita (o piuttosto una conferma e consacrazione di un acronimo che già circolava da un paio d'anni): "MINT" (Messico, Indonesia, Nigeria, Turchia).
I criteri usati da o'Neill nelle sue indagini sono vari, ma tutti tendono ad identificare Paesi che hanno altissimi potenziali di sviluppo per crescita di consumi, estensione territoriale, accordi e dinamiche favorevoli ed abbondanza di manodopera. Ovviamente ci sono anche altre economie ad attirare interesse e a corrispondere a questi parametri (altri paesi interessanti sono: Iran, Egitto, Vietnam, Bangladesh) ma per alcune loro peculiarità (nel bene come nel male) si è preferito non allargare la categoria ad altri nomi.
Ecco dunque una breve panoramica su ognuno dei quattro Paesi.

Messico: grande più di 6 volte l'Italia e con il doppio della popolazione (decisamente giovane) in costante crescita, il Messico sta affrontando con risultati tutto sommato positivi le sfide di una crescita in un Paese con elevato tasso di criminalità, circa 10.000 omicidi l'anno legati al narcotraffico, profonde disuguaglianze fra ceti abbienti e ceti poveri, così come fra Nord e Sud del Paese. I punti di forza si dimostrano, invece, il settore minerario (primo produttore al mondo di argento), sia per le esportazioni che per una recente industrializzazione di lavorazione, gran parte dell'apparato industriale (settori automobilistico, petrolchimico, tessile, elettronico e manifatturiero) ed anche il turismo, visto che il Messico è stabilmente fra i dieci Paesi più visitati al mondo.
MINTIndonesia: Stato esteso quanto il Messico, ma con il doppio della sua popolazione, l'Indonesia è il quarto Paese al mondo per abitanti, ed il più numeroso fra quelli a maggioranza di fedeli islamici. Caleidoscopio linguistico e biologico (secondo patrimonio di biodiversità dopo il Brasile) il suo azzeccatissimo motto è "Uniti nella diversità". Sul lato economico c'è ancora bisogno di avviare programmi stabili, il che è comprensibile guardando al recente passato del Paese (feroce dittatura dal '65 al '98 a cui seguirono alcuni anni di instabilità politica e poi il tragico tsunami del 2004); attualmente il settore che impiega quasi metà della popolazione è quello primario, sebbene sia il terziario a rendere di più in termini di PIL, ed il maggior fatturato del terziario rispetto all'industria denota il potenziale ancor non sviluppato del Paese. Ovviamente la sua appartenenza ai MINT non è tutto merito interno, visto che l'Indonesia beneficia, e lo farà ancora di più in futuro, del contesto economico in cui si trova (il Sud-Est asiatico) che è in forte crescita.
Nigeria: nel Continente Africano è il Paese con più abitanti (circa 160 milioni, ed altissima crescita demografica), equilibratamente divisi fra cristiani e musulmani (i primi principalmente a sud, i secondi a nord). L'economia nigeriana ha attirato l'attenzione internazionale principalmente per il petrolio, che quasi monopolizza le esportazioni e che è causa di contrasti con le varie multinazionali (ENI, Chevron, Exxon, etc.) a causa di danni ambientali e non solo; mentre sul fronte interno negli ultimi anni ci sono stati problemi per quanto riguarda l'agricoltura, che non potendo far fronte al sempre crescente fabbisogno nazionale, da esportatrice qual era è dovuta ricorrere alle importazioni di cibo. Un problema simile ha colpito recentemente anche l'approvvigionamento energetico dei nigeriani, e la soluzione è stata siglare accordi con la Cina per la costruzione di tre raffinerie (23 mld di dollari in tutto) per poter garantire una certa sufficienza in prodotti derivati dal petrolio.
Turchia: ultimo componente dei MINT è probabilmente quello con le contraddizioni maggiori, in quanto se economicamente il suo sviluppo è cosa certa (grazie anche a sostanziosi investimenti dall'estero), sul fronte interno dei diritti non si è così sicuri che nel breve-medio periodo si vedranno dei miglioramenti. L'economia comunque gode di buona salute, anche se a parer di chi scrive, si fa troppo affidamento al settore terziario e poco al secondario, che contribuisce solo per un quarto al PIL nazionale. Sta di fatto che la Turchia ha sul piatto floridi rapporti con le grandi economie del pianeta e sicuramente questo è un punto a suo favore, oltre ad un'ottima posizione geografica che garantisce rapporti con entrambi i continenti di cui la Turchia fa parte (l'Impero Ottomano era anche chiamato: "La Sublime Porta").

Questa è dunque la situazione per le nuove promesse, che lasciamo per gettare un rapido sguardo sulle loro predecessori, che verranno analizzate congiuntamente, modo di agire che ad un certo punto hanno adottato anche loro (difatti dal 2009 le quattro potenze si sono riunite annualmente per stabilire e rinforzare le proprie relazioni economiche e non solo). Fra i loro risultati migliori sono da registrare un bassissimo indebitamento (esclusa l'India, sulla quale pesa ancora il passato coloniale), una raddoppiata ricchezza pro-capite, un forte aumento di riserve internazionali ed un grande balzo in alto del PIL, soprattutto per Russia e Cina: la prima è passata da meno di 200 mld di PIL nel '99 ad oltre 2000 oggi e la Cina, secondo recenti calcoli, è da quest'anno la prima economia al mondo (anche se il governo di Pechino ha comunicato che non ritiene affidabili le analisi occidentali).

PIIGSConcludiamo con un acronimo molto meno lusinghiero e che denota una situazione diversa da quella dei Paesi precedentemente analizzati, ossia: PIIGS (Portogallo, Italia, Irlanda, Grecia, Spagna).
Questi Paesi, che a differenza dei precedenti condividono un'area ben specifica (UE, soprattutto meridionale), sono uniti dal fatto di aver mal sopportato l'incontro-scontro con le sfide economiche che erano poste loro. I motivi sono diversi e differenti, visto che sia Spagna che Italia fanno parte di questo gruppo nonostante i loro problemi siano opposti (ad un'alta tassazione ed un alto debito pubblico italiano, la Spagna risponde con poche tasse e poco debito ma con altissima disoccupazione, soprattutto quella giovanile) e ciò vale anche per gli altri tre membri. In generale, dei Paesi PIIGS fanno parte le economie che sembrano non garantire sufficiente sicurezza nel pagamento del proprio debito pubblico, ma anche qui si cade in contraddizione visto che taluni Paesi con debiti elevatissimi non vengono inclusi nel gruppo. Per questo motivo viene solitamente sconsigliato l'uso di questo acronimo (tra l'altro indelicato), dato che non rende possibile l'individuazione di comuni politiche economiche (e non solo) da ricondurre ai problemi di questi Paesi, e non permette neanche di stabilire quelle adatte per migliorare la loro situazione.

 

Gennaro Laurenza

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Il Parlamento Europeo

Il 25 Maggio si voterà per il Parlamento Europeo, ma sappiamo veramente cosa sia il Parlamento Europeo, quali siano le sue competenze e quanto effettivamente influenzi le nostre vite?

 

parlamento 2

Tra il 22 e il 25 Maggio, 400 milioni di europei -49milioni di italiani- hanno il diritto/dovere di scegliere i propri rappresentanti. È l'unico organo europeo per il quale noi cittadini possiamo esprimerci senza filtri (eleggeremo i nostri rappresentanti attraverso un suffragio universale diretto). La grande novità di queste elezioni europee è la presenza di sei capilista, scelti dai partiti politici europei, che corrono per diventare presidenti della Commissione (in modo profano, un "simil esecutivo" comune a tutti gli Stati membri). I candidati alla Commissione sono: Martin Shulz, Partito socialista europeo; Jean Claude Junker, Partito popolare europeo; Alexis Tsipras, Sinistra unitaria europea; Guy Verhofstadt, Alleanza dei democratici e dei liberali per l'Europa; Ska Keller e Josè Bovè.

In Italia si voterà solo nella giornata del 25 Maggio ed i seggi resteranno aperti dalle 7.00 alle 23.00. Si eleggeranno 73 eurodeputati e l'assegnazione dei seggi avverrà in maniera proporzionale con una soglia di sbarramento fissata al 4% (cioè i seggi saranno suddivisi tra i vari partiti in modo proporzionale ai voti ottenuti a livello nazionale e la quota minima da ottenere per entrare in parlamento è appunto il 4%).
Il Parlamento Europeo è l'assemblea legislativa dell'Unione Europea, insieme al Consiglio Europeo, svolge una funzione di controllo ed è l'unica istituzione europea ad essere eletta direttamente dai cittadini. All'interno dell'Unione Europea le due assemblee legislative, Parlamento e Consiglio Europeo, non hanno identici poteri (vige il bicameralismo imperfetto), e tali rispettivi poteri sono fra loro ripartiti secondo quanto disposto dai Trattati. Va inoltre specificato che l'Unione Europea esercita il potere legislativo solo in via sussidiaria: ciò significa che sono sempre i Trattati a stabilire quando sussiste la competenza in capo all'Unione e, se non specificato, la competenza è dei singoli Stati Membri.

Il Parlamento Europeo dispone di tre sedi: Bruxelles, Strasburgo e Lussemburgo. Le sessioni plenarie (cioè le sessione nelle quali si riuniscono tutti i componenti dell'assemblea) si svolgono tra Bruxelles e Strasburgo; a Bruxelles si svolgono anche, ed unicamente, le riunioni delle commissioni. La sede di Lussemburgo è invece la sede degli uffici amministrativi tra i quali il Segretariato generale del Parlamento Europeo (organo che ha il compito di coordinare l'attività legislativa e di organizzare le sedute plenarie e altre riunioni).
Il Parlamento Europeo è composto attualmente da 766 eurodeputati, che rappresentano oltre 500 milioni di abitanti. Le elezioni, a partire dal 1979, si svolgono ogni 5 anni. Con un numero di aventi diritto al voto pari a circa 388 milioni è la seconda assemblea parlamentare più grande al mondo tra quelle scelte con elezioni democratiche, seconda solo alla Camera del Popolo in India.

 

I poteri del Parlamento Europeo, esercitati congiuntamente con il Consiglio sono:
• Il potere legislativo
• Il potere di bilancio
• Il potere di controllo democratico

 

Per quanto concerne le funzioni, il Parlamento europeo ne ha tre principali che sono:
• Discute e approva le normative europee insieme al Consiglio
• Controlla le altre istituzioni dell'Unione, in particolare la Commissione, per accertarsi che agiscano direttamente
• Discute e adotta il bilancio dell'Unione insieme al Consiglio
più altri di minore rilevanza tra le quali la nomina del mediatore europeo e l'istituzione di commissioni d'inchiesta.

 

parlamento 1Nell'ambito della procedura legislativa ordinaria, Parlamento e Consiglio approvano i progetti di atti legislativi che son proposti dalla Commissione Europea (difatti nell'UE il potere di iniziativa legislativa è di competenza esclusiva della Commissione Europea). La procedura legislativa ordinaria è stata introdotta nella forma attuale dal Trattato di Lisbona (entrato in vigore il 1 dicembre 2009) e da allora è divenuta la principale procedura legislativa all'interno del sistema decisionale dell'UE. In forza di questa procedura viene assegnato al Parlamento Europeo lo stesso "peso" del Consiglio in numerosi ambiti (governance economica, immigrazione, energia, trasporti, protezione dei consumatori, ambiente, agricoltura, ecc.).

Nell'ambito invece dell'esercizio del potere di bilancio, il Parlamento europeo ogni anno, nel mese di dicembre, stabilisce il bilancio dell'anno successivo.
È inoltre necessaria la sua approvazione per quanto concerne situazioni di adesione di un nuovo Stato membro all'Unione ed anche per la maggior parte degli accordi internazionali.
Infine il Parlamento, in quello che si potrebbe definire un rapporto "simil fiduciario", ha il compito di esprimere un voto di approvazione alla Commissione neo formata e può, tramite una mozione di censura, portare la Commissione alle dimissioni.

 

E dulcis in fundo una breve deviazione sul "perché si vota?".
Si vota per influenzare le decisioni che riguardano la nostra vita incidendo sul futuro dell'Unione Europea. Il Parlamento stabilisce leggi che riguardano tutti e che vengono recepite dagli ordinamenti giuridici nazionali, ed inoltre decide circa come spendere i fondi europei. l'Italia è Europa e queste scelte influenzano non solo le nostre leggi ma anche gli investimenti che il legislatore nazionale potrà compiere.

 

Eleonora Baggiani

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