esteri

imagesCrisi politica in Austria. Dopo il trionfo dell'ultradestra, il cancelliere Werner Faymann, socialemocratico, si dimette da capo del governo per "mancanza di sostegno". Elezioni presidenziali vedono per la prima volta escluse dal ballottaggio i socialdemocratici e i popolari, le grandi forze al potere del Dopoguerra. Il 22 maggio si sfideranno Norbert Hofer, candidato dell'estrema destra, e l'indipendente ecologista Alexander Van der Bellen. Il Partito della libertà di Hofer, la Fpö, ha infiammato il dibattito sull'immigrazioni assumendo toni xenofobi. L'emergenza migranti è un tema concreto in Austria, che l'anno scorso ha ricevuto 90mila richiesta d'asilo. Faymann si dimette per avere tempo per riflettere, nei giorni scorsi ha subito varie pressioni dai sindacati e dall'ala giovanile del partito.

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imagesMilano. Stefano Parisi, candidato sindaco del centrodestra, critica a Radio Popolare la Lega, per aver candidato al Municipio 8 Stefano Pavesi, militante dell'estrema destra Lealtà e Azione. Parisi considera il candidato un pericolo e lo accusa di antisemitismo e fascismo. "Nel mio lavoro non può trovare spazio. L'hanno messo prepotentemente" dice. "Siamo al tragicomico. Viene da chiedere a Parisi se sappia con chi si stia candidando." Le parole di Pietro Bussolati, segretario milanese del Pd. Definito "ostaggio della Lega", Parisi replica affermando che il programma della Lega è molto unito e in sintonia. "In questa campagna elettorale questo argomento della sinistra è molto forte, ma ho paura che sia l'unico".

Fonte uno

polonia

27 Ottobre

Si sono chiusi i seggi in Polonia e i risultati delle elezioni lasciano l'Europa un po' sgomenta: a vincere è il Partito di destra Diritto e Giustizia, dichiaratamente anti-UE. Il partito di Jaroslaw Kaczynski ha ottenuto il 39,1% delle preferenze e, se i risultati degli exit poll verranno confermati, a Diritto e Giustizia spetterebbero 242 seggi su 460. Candidata premier è Beata Szydlo. La forza politica uscente dal governo ha conquistato solo il 23% delle preferenze, ma il dato che più di tutti colpisce è che nessun partito di sinistra ha raggiunto i numeri per poter entrare in parlamento: è la prima volta che accade nella Polonia post-comunista. Un cambiamento radicale, che di certo non fa ben sperare all'Unione e che non trova l'approvazione neppure del leader russo Putin.

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