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ue commissione europeaLa questione migranti resta al centro del dibattito europeo. Mentre l'Austria viene gravemente criticata dal premier Matteo Renzi per i progetti sul Brennero, la Commissione Ue ha presentato una raccomandazione al Consiglio Ue per permettere ad Austria, Germania, Danimarca, Svezia e Norvegia di estendere i controlli temporanei alle frontiere interne per un massimo di 6 mesi. Tra i confini presi in considerazione, tuttavia, non c'è il Brennero.
Intanto la Commissione Europea ha proposto la rimozione parziale (solo per studenti, turisti e uomini d'affari) dell'obbligo di visti per i cittadini turchi, nonché una riforma del regolamento di Dublino: i migranti dovranno essere ripartiti tra i paesi europei e la responsabilità non sarà quindi più solamente del paese di prima accoglienza. Per i paesi che non vorranno collaborare verrà introdotta una multa di 250mila per ogni migrante non ricevuto.

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breivikLa Norvegia sta scrivendo in queste ore quella che potrebbe essere una delle pagine più importanti e discusse della sua storia contemporanea. Ieri pomeriggio, infatti, è stata decretata la vittoria della causa di Anders Behring Breivik, l'attentatore neonazista che nel luglio del 2011 aveva ucciso 77 persone facendo irruzione in una festa di giovani del partito laburista travestito da poliziotto. Secondo le motivazioni dell'accusa, Breivik avrebbe fatto causa allo stato Norvegese "per le inumane condizioni di detenzione subite, comprendenti il totale isolamento, il frequente obbligo di portare le manette e le frequenti perquisizioni". A quanto pare, la vita in una cella di 31 metri quadri, divisa in stanza da letto, sala palestra e zona lavoro, comprendente anche un angolo cucina e i servizi privati e dotata di televisore, console playstation e computer (senza internet) doveva stare stretta al povero Anders. E così ora il governo, giudicato colpevole di aver violato l'articolo 3 della convenzione europea sui diritti umani, dovrà risarcire il condannato con un indennizzo di ben 330mila corone, corrispondenti a circa 35mila euro. Senza dubbio la decisione del giudice ha destato scalpore, fratturando in due l'opinione pubblica mondiale. Di oggettivo resta solo la coerenza di un Paese che non ha paura di difendere il proprio nemico, se così facendo difende anche il rispetto dei valori su cui si fonda.

 


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stepchild europa

Guido Westerwelle  Michael Mronz

La Danimarca è stato il primo paese europeo a introdurre le unioni civili per le coppie omosessuali, seguite poi dal matrimonio e dalle adozioni nel 2006. Oltre che in Danimarca, l'adozione congiunta è possibile anche in numerosi altri stati in cui gli omosessuali hanno il diritto di unirsi in matrimonio, come Olanda, Belgio, Norvegia (dove le coppie possono fare ricorso alla fecondazione assistita), Svezia, Spagna, Francia, Regno Unito, Irlanda, Islanda, Finlandia, Malta, Lussemburgo, Austria e Portogallo (dove l'adozione è possibile solo da febbraio 2016). In Croazia è prevista la cosiddetta "Partner guardianship", cioè l'adozione del figlio del partner. In Germania non è possibile l'adozione congiunta, ma vige la stepchild adoption sin dal 2005 e dal 2013 è possibile adottare anche il figlio adottivo del partner, non solo quello biologico. Anche in Svizzera, Ungheria, Repubblica Ceca e Grecia ci sono le unioni civili, ma le adozioni non sono in alcun modo possibili. L'Estonia è stato il primo paese ex Urss a regolamentare le unioni gay, introducendo anche la stepchild adoption. Anche in Slovenia sono possibili le unioni civili e l'adozione del figlio del partner: la possibilità di contrarre matrimonio, diventata realtà con una legge del 2015, è però sfumata con l'abrogazione della legge tramite un referendum il 20 dicembre scorso.
Per quanto riguarda la maternità surrogata, in Grecia è vietata alle coppie gay e a quelle etero è consentita solo nel caso in cui la donna sia impossibilitata ad avere figli. La pratica è invece vietata in Svezia, Norvegia, Danimarca, Germania, Francia, Spagna e Finlandia, oltre che in Italia, mentre è prevista nel Regno Unito, dove, come avviene anche in Canada, esistono strutture specializzate che se ne occupano. È consentita, tuttavia, soltanto in forma altruistica.