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Russia: STOP alla presenza di militari in Siria

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putinDopo sei mesi di campagna aerea da parte della Russia per contrastare le presenze terroristiche sul suolo siriano, il presidente Vladimir Putin ha annunciato ieri il ritiro immediato delle forze militari dal Paese. Questa decisione, arrivata in concomitanza all'inizio dei colloqui di pace a Ginevra, è stata presa – ha spiegato il presidente – proprio per facilitare lo svolgimento e i tempestivi effetti dei colloqui. Il rientro dei militari ha avuto inizio questa mattina, ma alcune basi russe continueranno ad essere operative. In particolare, resterà in funzione la base aerea di Hemeimeem, nella provincia di Latakia, e quella navale nel porto di Tartous, ma Putin assicura che svolgeranno solo un compito "di routine", per monitorare il rispetto del cessate il fuoco, in vigore dal 27 febbraio. In una conversazione telefonica con il capo del Cremlino, il presidente siriano Bashar al Assad ha affermato di "essere pronto a iniziare il processo politico nel Paese al più presto possibile". Intanto, da Ginevra, l'opposizione mostra di accogliere con favore l'inaspettato annuncio di Putin, mantenendo però un certo distacco sulla questione: «È una decisione importante – ha affermato un portavoce – ma lo sarà di più se Putin deciderà di appoggiare il popolo siriano e non il dittatore».


I colloqui di pace a Ginevra sono stati instituiti per mettere fine alla guerra civile che devasta la Siria dal 2011. Prevedono una trattativa tra il presidente Bashar al Assad e le forze di opposizione, attraverso la mediazione delle Nazioni Unite. Le trattative non dureranno più di 10 giorni e prevedono la discussione di tre questioni fondamentali: «un nuovo Governo, una nuova Costituzione e delle nuove elezioni».

 


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