cronaca

papa arrabbiatoÈ arrivata in queste ultime ore la notizia dell'avvenuta scomunica, da parte di Papa Francesco, di un'organizzazione definita "pseudo-religiosa" e situata in provincia di Frosinone. Si tratta dell'associazione "Bambino Gesù" di Galliano, anche detta "Nuova Gerusalemme", la cui storia ha avuto inizio molti anni fa. Tutto sarebbe cominciato, infatti, dalle testimonianze di Giuseppina Norcia, morta nel 1989 all'età di 49 anni, che raccontava di aver vissuto esperienze mistiche e aver assistito a diverse apparizioni, la prima delle quali all'età di 7 anni. In onore di una di queste apparizioni, in un luogo che, secondo Giuseppina, le era stato indicato dallo stesso bambin Gesù, sua madre fece costruire una cappella. In quel luogo, ancora oggi, dopo la morte di Giuseppina, ora che le redini dell'associazione sono in mano al genero, Samuele, ogni giorno decine di fedeli si recano in pellegrinaggio da tutta Italia. Nel comunicato emesso dalla Santa Sede, si denunciano le azioni del gruppo di Galliano perché «impegnato a diffondere dottrine falsamente religiose e insegnamenti biblici distorti ed estranei alla verità dei testi sacri». Intanto il Vaticano ci tiene a sottolineare: «Chi si pente e lascia la setta potrà rientrare nella Chiesa».

 


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Il Gran Mufti Mehmet Gormez, la principale autorità religiosa islamica sunnita turca, si è allineato sul governo di Ankara criticando a sua volta il Papa per le dichiarazioni sul genocidio armeno a suo parere "senza fondamento" e ispirate da "lobby politiche e ditte di relazioni pubbliche". In un discorso ad Antiochia, ripreso dall'agenzia ufficiale Anadolu, Gormez si è detto "preoccupato che lobby politiche e ditte di relazioni pubbliche abbiamo allargato le loro attività alle istituzioni religiose". "Se le società iniziano a interrogarsi sugli errori passati lo stesso Vaticano soffrirà più di chiunque altro", ha avvertito. Critico con il Papa, accusato di "calunnie" e "discriminazione", anche il presidente del parlamento turco Cemil Cicek, del partito islamico Akp al governo.

La comunità internazionale non sia "inerte e muta" di fronte all'"inaccettabile crimine" delle persone uccise per il solo fatto di essere cristiani: "si stratta di una preoccupante deriva dei diritti umani più elementari". "Auspico davvero che la comunità internazionale non giri lo sguardo dall'altra parte" di fronte a questi fratelli, "loro sono i nostri martiri di oggi, e sono tanti". Appello e parole nettissime del Papa sulle persecuzioni dei cristiani, durante il Regina Coeli del Lunedì dell'Angelo, la preghiera che in questo tempo liturgico sostituisce l'Angelus. E' la terza volta in quattro giorni - dalla via crucis all'Urbi et Orbi al Regina Coeli - che papa Bergoglio ricorda i cristiani perseguitati, spinto anche dalla ennesima mattanza di giovedì scorso, nel collegio universitario di Garissa, in Kenya. E la strage in Kenya è stata citata anche dal predicatore della casa pontificia Raniero Cantalamessa nel "Passio" del venerdì santo, e nelle preghiere dei fedeli della veglia pasquale. Oggi il Papa ha insistito su due elementi: uccidere i cristiani è una violazione dei diritti umani, e la comunità internazionale non può girarsi dall'altra parte.