cronaca

giudici-imagoeconomica 672Il Presidente israeliano Shimon Peres e il Presidente palestinese Abu Mazen sono arrivati ieri a Roma su invito di Papa Francesco per un incontro di preghiera volto a chiedere la pace in Medio Oriente. L’atto di preghiera si svolgerà nei Giardini Vaticani, perché luogo più sgombro di simboli religiosi e le tre delegazioni pregheranno nell’ordine in cui le fedi sono apparse nella storia: prima ebrei, poi cristiani e infine musulmani. In vista di questo appuntamento, Bergoglio ha invitato tutti a unirsi alla preghiera e ha lanciato su Twitter l'hashtag #weprayforpeace.

bergoNel suo ultimo giorno di visita in Terra Santa il Papa ha visitato per prima la Spianata delle Moschee (terza meta di pellegrinaggio dopo la Mecca e Medina) e ha sostato alla Cupola della Roccia, dove è stato accolto dal Gran Mufti e ha dichiarato: “Questo mio pellegrinaggio non sarebbe completo se non contemplasse anche l’incontro con le persone e le comunità che vivono in queste zone e pertanto sono particolarmente lieto di ritrovarmi con voi, amici musulmani”. Dopo essersi recato al Muro del Pianto, sacro all’ebraismo, Bergoglio ha ultimato la sua visita sul Monte Herzl, sulla tomba d Theodor Herzl, fondatore del movimento sionista e ha visitato lo Yad Vashem, il memoriale della Shoah, ricordando le vittime dell’Olocausto e affermando: “Mai più una tale mostruosità”.

 


Shoah: si indica il genocidio perpetrato dalla Germania nazista e dai suoi alleati nei confronti degli ebrei. Dal 1933 al 1941 furono uccisi tra i 5 e i 6 milioni di ebrei, cifra che corrisponde circa ai due terzi degli ebrei d’Europa.



papaIn questi giorni che il Papa sta passando in Terra Santa, sono diversi i gesti simbolici e senza precedenti del pontefice: il più clamoroso è l'annunciato incontro in Vaticano tra il Papa, Bergoglio, il presidente israeliano Shimon Peres e quello palestinese Abu Mazen. Il Papa: "Offro la mia casa in Vaticano per ospitare questo incontro di preghiera". L'invito è stato subito accettato da entrambi i premier, con l'impegno di svolgerlo al più presto. Il Papa si è anche pronunciato sulla situazione di conflitto tra Israele e Palestina: "è giunto il momento" di avere "il coraggio della pace, che poggia sul riconoscimento da parte di tutti del diritto di due Stati ad esistere e a godere di pace e sicurezza entro confini internazionalmente riconosciuti".

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