cronaca

07
Aprile

Papa: 'Mondo non sia inerte su persecuzione cristiani'

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La comunità internazionale non sia "inerte e muta" di fronte all'"inaccettabile crimine" delle persone uccise per il solo fatto di essere cristiani: "si stratta di una preoccupante deriva dei diritti umani più elementari". "Auspico davvero che la comunità internazionale non giri lo sguardo dall'altra parte" di fronte a questi fratelli, "loro sono i nostri martiri di oggi, e sono tanti". Appello e parole nettissime del Papa sulle persecuzioni dei cristiani, durante il Regina Coeli del Lunedì dell'Angelo, la preghiera che in questo tempo liturgico sostituisce l'Angelus. E' la terza volta in quattro giorni - dalla via crucis all'Urbi et Orbi al Regina Coeli - che papa Bergoglio ricorda i cristiani perseguitati, spinto anche dalla ennesima mattanza di giovedì scorso, nel collegio universitario di Garissa, in Kenya. E la strage in Kenya è stata citata anche dal predicatore della casa pontificia Raniero Cantalamessa nel "Passio" del venerdì santo, e nelle preghiere dei fedeli della veglia pasquale. Oggi il Papa ha insistito su due elementi: uccidere i cristiani è una violazione dei diritti umani, e la comunità internazionale non può girarsi dall'altra parte.