arte

31
Gennaio

Il volto crudele della modernità: 50 anni senza Keaton

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buster keatonMoriva l'1 febbraio del 1976 il grande artista americano Joseph Frank Keaton, soprannominato «Buster» (letteralmente: "distruttore") a seguito di una rovinosa caduta dalle scale all'età di 2 anni, alla quale assistette incredulo il famoso illusionista Harry Houdini, che coniò il soprannome. I suoi genitori, consapevoli fin da subito dell'innato talento del figlio, lo avviarono alla carriera di artista fin da giovanissimo, al punto da ricevere una multa per sfruttamento di minore durante uno spettacolo in cui il piccolo recitava all'età di 4 anni. La sua carriera cinematografica lo avrebbe portato a ricoprire, anni più tardi, un ruolo di primo piano nel panorama del cinema muto, accanto a nomi come Charlie Chaplin e Harold Lloyd. Presto cominciò a lavorare in proprio, curando anche la stesura e la regia delle sue produzioni. Ottenne un enorme successo con i primi cortometraggi come "Una settimana" ei lungometraggi come "Il navigatore". La sua arte si fonda su un continuo rovesciamento di senso e fa leva sulla rappresentazione di eventi all'apparenza impossibili. È un cinema non privo di significati e messaggi profondi, ma che incentra la sua forza sugli effetti e i giochi visivi. Fu forse proprio per questo che l'arte di Keaton non seppe reggere il gioco con la contemporanea ascesa del cinema sonoro. La sua fama declinò rapidamente. Solo nel 1960 ne fu riconosciuta la grande importanza, con l'assegnazione di un Premio Oscar alla carriera. Keaton morì all'età di 81 per un cancro ai polmoni, inconsapevole di esserne ormai malato terminale. Nel 2014 l'American Film Institute l'ha inserito al 21° posto tra le più grandi star della storia del cinema.

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